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Società

Tempo libero, cultura, turismo: stiamo bene, anche se..

Chi siamo, da dove arriviamo, dove andiamo, ma sopratutto: quanti siamo? Capire la società moderna e interpretare i dati nel modo gusto ci aiuta a comprendere meglio i bisogni e a fotografare una città che cambia e guarda al futuro. O... non ci resta che piangere?
SOCIETA' - Tempo libero, cultura, turismo. Capire dove si trova e dove sta andando il capoluogo è uno degli obiettivi di un amministratore pubblico. E le rilevazioni sulla qualità della vita possono aiutare. Ma poi è necessario affiancare alla capacità di analisi quella di reazione e azione. Su questo fronte sono storicamente più difficili. Ma partiamo dai dati (sempre rilevati dalle indagini di Sole 24 ore e Italia Oggi, i quotidiani economici che ogni anno realizzano le indagini).

Per 'Tenore di vita' e 'Tempo libero' sia Alessandria, sia la provincia occupano posizioni mediamente positive che oscillano, in relazione alle singole voci, tutte nell'ambito della prima metà della classifica. Di particolare
interesse appaiono le voci che riguardano la dotazione alberghiera, la diffusione degli agriturismi, il numero di bar e ristoranti. Il quadro complessivo non appare poi così male, ma la reale criticità appare collegata in primo luogo alla capacità del 'pubblico' di valorizzare il patrimonio a disposizione. Ecco quindi che i servizi  (ristorazione, bar, alberghi) non trovano una sponda coerente con quelle che sono le dotazioni culturali, a cominciare dalla rete museale e dai luoghi di spiccata attrazione turistica.
 
Tempo libero e qualità della vita significa poi sport. Su questo fronte, invece, le cose vanno mediamente un po' meglio. Le strutture ci sono, le palestre e l'associazionismo anche, le opportunità collegate a eventi e manifestazioni pure. “La valorizzazione del territorio passa anche per lo sport. E quella che abbiamo di fronte è una opportunità per superare i campanilismi”. Gian Paolo Coscia e Roberto Livraghi, presidente e segretario generale della Camera di Commercio, hanno aperto con queste parole l'incontro per gli eventi per il 'Monferrato European Community of sport 2017' (info su www.monferratontour.it). Su questo fronte le occasioni ci sono, quindi. Vanno però colte.  Sul fronte culturale il quadro appare analogo. Per numero di sale cinematografiche (poche, ma è così in tutto il territorio provinciale), ingressi agli spettacoli, numero di librerie, il capoluogo occupa una dignitosa posizione di metà classifica. Ma anche in questo caso il peso della valorizzazione,
della promozione e del coordinamento continua a non essere incisivo come dovrebbe.

Popolazione. Messaggio ai politici, presenti e futuri: Alessandria si conferma città di vecchi, longevi se preferite, e che fanno pochi figli. Sarà anche un luogo comune, ma se non ci fossero gli stranieri che aumentano la quota giovani saremmo messi un po' peggio. Il Comune perde un centinaio di abitanti, soprattutto nei sobborghi più distanti. La popolazione comunale in quasi vent'anni è passata dagli 85 mila circa del 2001 ai 94.157 a fine 2016. I numeri sono riferiti ai residenti, in calo un anno per l'altro: nel 2015 i cittadini alessandrini erano 130 in più.

Dove abitano. Il Centro è il quartiere più popolato: conta 24.166 residenti, in aumento; segue il sobborgo-città del Cristo, grande come un centro zona della nostra provincia: oltre 15 mila abitanti fissi, leggermente meno rispetto ad un anno fa. Bisogna sempre andare verso sud per trovare la frazione meno abitata, anche se un tempo – nell'Antica Roma – era un centro importante di scambi commerciali. È Villa del Foro.

Giovani-vecchi. Oltre 44 mila famiglie, con una media di poco più di due persone per nucleo. 17 mila sono i 'single', ma esistono anche delle vere e proprie famiglie numerose, con sette, otto, fino a 'dodici e più' componenti (che non necessariamente sono figli). Si contano sulle dita di due mani. Il dato che dovrebbe interessare maggiormente gli amministratori e chi ha a cuore la comunità alessandrina è l'età della popolazione. Se l'Italia è uno dei paesi più vecchi al Mondo, Alessandria non fa eccezione. Lunga vita a tutti, per carità, ma vedere che gli ultrasessantenni sono quasi il doppio dei ragazzi fa un po' impressione. Se non altro dovrebbe far riflettere. Chi ha 61 anni e oltre: 28.493; da zero a 19 anni sono invece 15.378. la fascia più rappresentata è comunque quella degli adulti in età da lavoro e da famiglia: sono quasi 29 mila gli alessandrini che hanno tra i 41 e i 60 anni. Dove abitano? I vecchietti, ma proprio quelli della 'quarta età' abitano soprattutto nel Borgo Rovereto, zona evidentemente più comoda in fatto di servizi da raggiungere e da usufruire.

Stranieri. Quelli residenti – comunitari ed extracomunitari – sono il 14,34%, ben superiore alla media nazionale che è l'8,3%. Da dove provengono? In assoluto sono i Romeni i più numerosi, che hanno superato negli anni le genti from Marocco e Albania che caratterizzarono i due grandi flussi migratori dei decenni passati: in 3.351 sono giunti dai Balcani, di gran lunga superiore a tutti gli altri comunitari messi insieme. Sempre in ambito UE seguono i polacchi, 91 donne e 18 uomini in territorio mandrogno. Francia, Bulgaria, Lituania. Pure Malta e Svezia, tra le nazioni rappresentate in città. Dicevamo degli Albanesi e dei Marocchini: i primi si contano in 2956 unità regolari e registrate da Palazzo Rosso, gli altri sono 2321. Un po' tutto il mondo è presente ad Alessandria: sono oltre 80 i Paesi di provenienza extacomunitaria da tutti i continenti, tra cui anche una cittadina della Città de Vaticano.

Onlus. Nell'intricato ambito della socialità si possono leggere dati e informazioni di ogni tipo. Però leanalisi non sempre rendono giustizia della realtà e della complessità di attività che spesso non solointegrano, ma addirittura suppliscono in tutto o in parte ai servizi che fanno capo alle pubblicheamministrazioni. Da questo punto di vista, la rilevazione annuale del 'Sole 24 Ore' mette in luce un aspetto forse ancora sottovalutato a livello locale. Alessandria occupa il posto numero 13 nella classifica relativa al numero di associazioni onlus, iscritte all'Agenzia delle Entrate, per centomila abitanti. È un dato statistico che conferma come l'associazionismo sia particolarmente ricco e vivace (sanità, tempo libero, cultura, servizi). Le note negative sono rappresentate dalla scarsa capacità di coordinamento e la poca incidenza della pubblica amministrazione nella valorizzazione delle associazioni. 

Matrimoni. Nell'anno della rivoluzione tra le coppie dell'unione civile, ad Alessandria cresce anche il numero dei matrimonio con i riti tradizionali, religiosi e civili. Nel 2016 sono stati in totale 243 – 68 in chiesa e 175 a Palazzo Guerci, sede municipale per convolare a nozze - i matrimoni alessandrini. Dieci in più rispetto all'anno precedente. Qual è il mese migliore per sposarsi? Giugno o settembre. Ma se guardiamo a due lustri fa i numeri sono un po' diversi. Nel 2005 i fiori d'arancio con rito religioso sono stati 121, quelli civile 196. a parte qualche leggera inversione di tendenza si è assistiti ad una lenta riduzione delle unioni, soprattutto quelle davanti a Dio. Con l'introduzione del registro delle unioni civili anche gli omosessuali hanno stessi diritti, o quasi. Sul 'contratto' non è prevista la clausola della fedeltà, “un pregiudizio o un dispetto legislativo nei nostri confronti?” si chiede Gianfranco Cuppone, 47enne alessandrino, sposatosi con il suo compagno Davide Mazza nel 2014, dopo 17 anni di convivenza. All'epoca l'Italia non si era ancora avvicinata al diritto internazionale sul matrimonio omosessuale, pertanto i due decisero di farlo a New York. 

 
22/02/2017
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