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Provincia

Questo gioco è un azzardo?

Il docente di Teoria dei Giochi Vito Fragnelli spiega come identificare l'azzardo: apprendimento e casualità sono i fattori determinanti. Se l'abilità del giocatore non serve a nulla, come nella roulette, allora è puro azzardo
PROVINCIA - Prosegue l'approfondimento sulla febbre da gioco, fenomeno in costante crescita. La ludopatia è un fenomeno è molto difficile da quantificare poiché i giocatori considerati in condizioni patologiche, cioè dipendenti dal gioco e condizionati da esso al punto da spendere gran parte delle proprie risorse economiche in questo genere di attività, difficilmente si rendono conto di essere tali e soprattutto raramente si rivolgono a strutture sanitarie per ricevere aiuto.

Il professor Vito Fragnelli, docente di Teoria dei Giochi all'Università del Piemonte Orientale, spiega come identificare il gioco d'azzardo dal punto di vista matematico.
 


Il gioco di azzardo sta vivendo, sia pure con toni molto diversi, un periodo di estrema notorietà sui giornali, sui siti web, nelle sale giochi, nelle sale di scommesse e così via. Da un punto di vista etico e sociale il gioco d’azzardo è sempre stato visto molto negativamente; chi gioca d’azzardo lo considera un modo per prendersi una rivincita su altri aspetti della propria vita; per chi gestisce una sala giochi, più o meno legale, il gioco d’azzardo è semplicemente una fonte di guadagno. Da un punto di vista normativo è importante poter identificare quali giochi sono d’azzardo e quali no, in modo da classificare quali possono essere giocati legalmente ovunque e quali solo in particolari luoghi, ad esempio i casinò, nei quali è possibile attuare qualche forma di controllo.

Purtroppo la classificazione può risentire dell’interpretazione soggettiva di alcune regole del gioco, per cui l’influenza della sorte e dell’abilità del giocatore percepite possono risultare più o meno elevate di quelle effettive. Solitamente si ritiene che gli scacchi siano un gioco in cui il risultato finale dipenda esclusivamente dalla capacità dei due giocatori, per cui si può partire da questo per evidenziare alcuni aspetti. Innanzitutto per tutta la durata del gioco entrambi i giocatori sono perfettamente a conoscenza della effettiva situazione di entrambi, nel senso che non ci sono elementi di cosiddetta “asimmetria informativa” cioè qualcosa che sia noto a uno dei due giocatori ma non all’altro. Un secondo aspetto importante è che gli elementi che dipendono dal caso sono trascurabili, nel senso che in una partita tra amici l’assegnazione del bianco, che inizia il gioco, e del nero è casuale, ma nei tornei ufficiali ciascuno dei due giocatori gioca con il bianco lo stesso numero di partite, lasciando incognita solo la strategia di ciascun giocatore, inclusi i tranelli, i diversivi e il sacrificio di qualche pezzo, i cosidetti “gambetti”.

Proprio partendo da queste osservazioni Peter Borm, Marcel Dreef e Ben van der Genutgen, un gruppo studiosi di teoria dei giochi, la disciplina resa nota da John Nash, hanno proposto una definizione matematica del concetto di abilità, come il livello a cui l’esito del gioco è influenzato dai giocatori rispetto al livello a cui l’esito dipende da aspetti dovuti al caso. Essi hanno identificato due fattori per quantificare l’azzardo: l’apprendimento e la casualità. Il primo fattore è quantificato come l’aumento delle vincite di un giocatore esperto, cioè un giocatore che è in grado di elaborare strategie anche molto sofisticate e complesse, rispetto ad un giocatore principiante, ovvero un giocatore che conosce semplicemente le regole del gioco. Il secondo fattore è quantificato come l’aumento delle vincite di un giocatore fittizio, ossia un giocatore che è a conoscenza di tutti gli elementi del gioco inclusi quelli dovuti al caso, rispetto ad un giocatore esperto. I due elementi vengono combinati quantificando l’abilità come il rapporto tra l’apprendimento e la somma tra apprendimento e casualità.

Un esempio molto semplice fa riferimento alla roulette; in questo caso è sufficiente osservare che se un giocatore avesse la conoscenza di tutti gli elementi del gioco, in particolare di quale numero uscirà, la vittoria è certa mentre l’apprendimento non permette di aumentare in alcun modo la vincita e quindi il suddetto rapporto è 0, da cui l’abilità è nulla e il gioco della roulette è un gioco di puro azzardo.


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Vito Fragnelli - Professore associato di Teoria dei Giochi, Università del Piemonte Orientale - redazione@alessandrianews.it
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