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Provincia

Omicidio stradale: "non è vendetta, è giustizia per tutti gli innocenti"

Presidio in tutta Italia per l'approvazione della legge sull'omicidio stradale. Davanti alla prefettura di Alessandria erano presenti le associazioni italiane e francesi dei familiari delle vittime: "una legge per tutti gli innocenti che sono ancora in pericolo sulle strade"
PROVINCIA - Julien 26 anni; Vincent, 22; Audrey, 24 anni; Elsa, 22 anni; come Simone e, più recentemente Luca, 20 anni ed Elio, 14 anni. Vittime della strada, morte per colpa di nessuno. Hanno manifestato in tutta Italia le associazioni a tutela delle vittime della strada, in occasione della discussione in commissione Giustizia del Senato per l'approvazione del decreto sull'omicidio stradale. “Iniziamo a discuterne per l'ennesima volta”, puntualizza Ezio Bressan, portavoce alessandrino dell'associazione familiari vittime delle strada. Con lui, davanti alla Prefettura di Alessandria, ieri pomeriggio, in contemporanea con le altre città italiane e francesi, c'erano anche i genitori dei ragazzi francesi morti nell'agosto del 2011 sull'autostrada A 26. Recente è la sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato la condanna di Ilir Beti, che quella sera guidava in contromano, per omicidio doloso. Pesante è ancora la delusione e l'amarezza per la pronuncia della massima Corte. 
Il disegno di legge di cui è ripreso ieri l'iter, dopo due anni, introduce, appunto, due nuove tipologie di reati: omicidio stradale e lesioni personali stradali, il primo punibile con la reclusione da 5 a 12 anni, fino a 18 in caso di omicidio multiplo; il secondo con la reclusione da 6 mesi a 2 anni.

“Chi ha ucciso Simone – racconta Giacomo, uno dei genitori che sta manifestando per l'approvazione della legge – dopo venti giorni è andato in vacanza, con la stessa auto che ha travolto la Vespa di mio figlio. Il processo si è tenuto senza che noi ne sapessimo nulla, la legge lo consente. E' stato condannato a 154 euro di multa, 2 anni di sospensione della patente, 8 mesi e 10 giorni, pena sospesa. Nessuno vuole vendetta. E' stata una leggerezza quella dell'investitore, tutti l'abbiamo fatta alla sua età. Vorrei che avesse capito e che lo comprendessero tutti quelli che si mettono al volante”. Giacomo e sua moglie hanno voluto tenere la Vespa di Simone così, distrutta: a guardarla racconta più di mille parole. L'hanno portata nelle scuole di Casale, per parlare di sicurezza stradale ai ragazzi.
Non parla di vendetta neppure Christine Lorin, la mamma di Vincent, una delle giovani vittime dell'A 26. “Siamo qui perchè è importate essere uniti questa battaglia che deve terminare, con urgenza. Quella in discussione oggi non è una legge per noi, per le famiglie vittime di Ilir Beti, ma una legge per tutti, per la vita per tutti gli innocenti che sono ancora in pericolo sulle strade”.
Una delegazione di familiari ha incontrato il Prefetto Romilda Tafuri. Accanto a loro anche la giunta comunale di Alessandria, con il sindaco Rita Rossa, e i rappresentanti della Provincia, a testimoniare la vicinanza nella battaglia.
“Chiediamo al Prefetto che si faccia portavoce delle nostre iniziative presso il ministro degli Interni”, dice Bressan. Il Prefetto ha dimostrato grande sensibilità e garantito la massima disponibilità ad adempiere alla ricerca. 
 
25/03/2015
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