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Sanità

Morire di equivoci?

Manuale di sopravvivenza in caso di emergenze sanitarie. Ad Alessandria l’unico Dea di 2° livello e reparti di alta specializzazione. Novi e Casale sono “Ospedali Cardine” con Dea di 1° livello, Acqui e Tortona ospedali di base con Pronto Soccorso. Ovada è un “presidio di area disagiata” con punto di primo intervento
SANITA' - Da anni si parla delle “case della salute”, centri attrezzati aperti 24 ore al giorno con ambulatori, medici di famiglia, specialisti e infermieri, punti prelievo e servizi assistenziali. Ovada doveva essere uno di questi, ma i cittadini continuano a percepirlo come un ospedale a tutti gli effetti. In verità è rimasto una specie di ibrido per accontentare interessi localistici?

Come e dove farsi curare in caso di emergenza
È cronaca recente la morte di una donna ricoverata al pronto soccorso di Ovada e poi trasferita d’urgenza a Novi. Sarebbe bastato ricoverarla subito a Novi invece che perdere tempo prezioso a Ovada? Non abbiamo la risposta. Quello che dobbiamo sapere che il pronto soccorso di Ovada è solo un punto di primo intervento: casi più complessi hanno bisogno di indagini radiodiagnostiche , rianimatori, cardiologi e altre figure assenti a Ovada.

Sono di vario livello le specializzazioni offerte nei vari pronto soccorso dell’Asl di Alessandria. Ad Alessandria l’unico con Dea di 2° livello e reparti di alta specializzazione quali Neurochirurgia, cardiochirurgia, emodinamica. Novi e Casale sono “Ospedali Cardine” con Dea di 1° livello. Acqui e Tortona invece sono ospedali di base con Pronto Soccorso. Ovada è un “presidio di area disagiata” con punto di primo intervento.  Quindi, in caso di emergenza, per i casi più a rischio, meglio recarsi ad Alessandria, Novi o Casale. Per i casi meno complessi Acqui e Tortona infine Ovada per i casi più semplici.

In questa direzione starebbe andando la riorganizzazione dei presidi ospedalieri che avrebbe però bisogno di più coraggio: se per motivi economici e di migliore assistenza gli ospedali di Novi e quello di Casale devono diventare “Ospedali Cardine” il direttore generale dell’Asl vada sino in fondo. Che senso ha aggiungere medici al pronto soccorso di Ovada se poi non possono intervenire sui casi più complessi e lasciare in sofferenza quello di Novi dove mancano medici e infermieri come la stessa Dirigenza dell’Asl ammette? Che senso ha riaprire una sala chirurgica a Ovada impoverendo di chirurghi infermieri e anestesisti gli ospedali di Novi e Casale e poi raccomandare di non ricoverare a Ovada in caso di complicanze? E quanto costa tutto questo, mentre il blocco operatorio di Novi molto ben attrezzato per le emergenze potrebbe essere utilizzato meglio e di più per la maggiore sicurezza da tutto il territorio.

Un gioco pericoloso
Sono molte le domande che sorgono analizzando l'organizzazione sanitaria. Che senso ha accorpare il day surgery al reparto di chirurgia privandolo del caposala se a Novi è previsto che debbano convergere pazienti dai quadranti di Ovada e Tortona? Dove sono i risparmi degli accorpamenti? Il day Surgery è un'attività complessa sia dal punto di vista medico che burocratico. In una sola giornata bisogna accogliere i pazienti, aprire cartelle mediche, effettuare gli interventi, tenere in osservazione, espletare le pratiche di dimissione, terapie e controlli. Come può essere accorpato al reparto di chirurgia che tratta grandi interventi, ricoveri su più giorni, prestazioni terapeutiche complesse, metodologie, protocolli sanitari e iter burocratici completamente diversi? Non si creano forse in questo modo sovrapposizioni controproducenti e inutili?

Il caso di cronaca recente che trovate in pagina dovrebbe insegnare qualcosa. La gestione di rischi sanitari e complicanze generano semmai ulteriori costi aggiuntivi per il servizio sanitario. Tuttavia, a parte i costi aggiuntivi perché esporci al rischio? Forse per risparmiare qualche risorsa su Novi per poter (ri)aprire un giorno a settimana il servizio di day surgery a Ovada?

Che senso ha, inoltre, togliere il caposala del reparto di sterilizzazione che presso l’ospedale di Novi parrebbe avere costi di molto inferiori ad analoghi servizi dati in appalto, accorpandolo al blocco operatorio, gravando peraltro il lavoro del blocco operatorio di ulteriori incombenze mentre sarebbe da valorizzare? Qual è la logica che sottende a queste scelte? Se è vero che il reparto di sterilizzazione avrebbe prestazioni di buon livello, tanto che si penserebbe di potenziarlo, non pare incongruente privarlo del coordinamento, cioè della testa? Quali le motivazioni di questo scelte?

Ancora, perché il laboratorio di analisi di Novi che ha raggiunto livelli di eccellenza viene progressivamente svuotato dirottando servizi su Tortona e Alessandria con provette di sangue che fanno il giro della provincia per poi ritornare a Novi? Infine perché, stante la sofferenza di personale di un ospedale cardine come quello di Novi, personale qualificato viene trasferito verso altri presidi ospedalieri che riducono le attività?

Quello che emerge appare un quadro di buone intenzioni e zone grigie dove operatori e pazienti fanno fatica a orientarsi. Approfondiremo punto per punto nelle prossime puntate. A proposito qualcuno di voi sa cosa sono “mario, sofia e il lavanolo?”
23/01/2017
Andrea Vignoli - a.vignoli@ilnovese.info
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