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Serravalle Scrivia

Me.dea, parte da Serravalle la protesta contro i tagli ai finanziamenti

Le attività del centro antiviolenza Me.dea di Alessandria sono a rischio a causa della sua esclusione dalla prima distribuzione dei finanziamenti stanziati dal Dipartimento delle Pari Opportunità. Il consiglio comunale di Serravalle Scrivia ha quindi votato a favore della mozione presentata da Pasquale Vecchi per dar forza ai sindaci del territorio e far sentire la loro voce di protesta
SERRAVALLE SCRIVIA - Una mozione per dar forza al sindaco di Serravalle e ai sindaci del territorio, per far sentire la loro voce a favore del centro antiviolenza Me.dea di Alessandria, le cui attività sono messe a rischio perché l’associazione è stata esclusa dalla prima distribuzione dei finanziamenti stanziati dal Dipartimento delle Pari Opportunità.

Il consiglio comunale di Serravalle ha così votato a favore della mozione presentata dal consigliere Pasquale Vecchi che chiede al sindaco "di intervenire, magari coadiuvato dal altri sindaci della Provincia, presso il Dipartimento delle Pari Opportunità per rivedere e scongiurare questa scelta che potrebbe compromettere seriamente la stabilità dell'importante servizio offerto".

“È volere mio e penso di tutta l'amministrazione proporre a questo consiglio l’approvazione di una delibera di sostegno non solo al centro Me.dea, ma di tutte quelle associazioni che lavorano per debellare una piaga sociale, la violenza sulle donne, ancora purtroppo troppo in uso anche da noi, paese considerato civile" sono state la parole di commento del sindaco Alberto Carbone.

"Il mancato finanziamento getta di nuovo ombre sul futuro del centro antiviolenza di Alessandria, che si ritrova ciclicamente a fare i conti con problemi economici pesanti - era stato il commento da parte delle volontarie che organizzano e portano avanti con grande e proficuo impegno la struttura alessandrina -
È innegabile, infatti, che la mancanza di politiche di vero e continuativo sostegno rischia di compromettere la professionalità e la stabilità del servizio che viene fornito gratuitamente al territorio, e di gettare nello sconforto chi da anni si dedica con passione, serietà e spirito di sacrificio a questa attività. In tutto questo tempo, il nostro operato ha significato accoglienza e supporto delle donne, lavoro e collaborazione con le istituzioni, osservazione e monitoraggio del fenomeno, attività di sensibilizzazione ed educazione nelle scuole, nonché ospitalità delle donne in un luogo protetto, nei casi più gravi. Il mancato finanziamento mette a rischio la possibilità di continuare il lavoro metodologico messo a punto negli ultimi anni e garantire l’attività ordinaria del centro antiviolenza di Me.dea (apertura di 10 ore a settimana con 3 operatrici presenti)".
25/01/2017
Lucia Camussi - l.camussi@ilnovese.info
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