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Opinioni

Le parole di Libera, parole che liberano

A Bologna la XX Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie
OPINIONI - Le parole diventano nomi… i nomi diventano parole. Erano tanti, alcuni portavano una maglia che recava il volto di un famigliare, qualcuno uno, altri di più. Erano lì, tutti insieme, circondati dall’abbraccio di duecentomila persone: i famigliari delle vittime delle mafie, del terrorismo, delle stragi. Molti di loro a chiedere ancora risposte, verità e giustizia. Perché “La verità illumina la giustizia”. Questo era ciò che Bologna, attraverso il cammino del popolo di Libera, ha cantato sabato nel lungo percorso che ha attraversato la città. E lì, sono stati pronunciati i nomi delle vittime, non solo pronunciati ma detti. Sembravano nomi senza fine, parevano precipitare tanti erano, uno dietro l’altro, senza pausa, senza pace. Perché non ci può essere pace in questo. Sono nomi al posto di parole, in una “giornata particolare” soltanto da ascoltare. L’ascolto non è di chi insegue le parole, ma di chi le guarda e guardare significa Ricordare.

A Bologna, nella XX giornata del ricordo delle vittime delle mafie, Don Luigi Ciotti ci ha chiesto, con la sua voce, prorompente e limpida, di tenere alta l’attenzione, di vivere con impegno, responsabilità e condivisione: “Lo Spirito è il vento che non lascia riposare la polvere” . Ai giovani ha risposto che la speranza inizia dalla scuola e che essa sarà sempre “la spina nel fianco del potere mafioso…le mafie maturano nella disinformazione” . Ha ricordato che il 21 marzo è anche la giornata internazionale contro il razzismo, sostenendo che “le discriminazioni cancellano la dignità e le identità delle persone” e che “si vogliono cacciare i migranti e non invece i mafiosi e i corrotti”. E ancora, che dobbiamo distinguere per non confondere, distinguere anche per riconoscere le cose belle importanti e positive”.

Parlando della corruzione ha sottolineato quanto siano enormi i costi sociali che ne derivano, pagati con tagli ai servizi, aumento della disoccupazione e della precarietà. Mafia e corruzione sono due facce della stessa medaglia, e la “parola giusta oggi è occupazione” mafiosa al Nord, non solo infiltrazione. “Trovano porte aperte, strade spianate, passerelle e comitati di accoglienza. C’è un livello di commistione mai visto prima”.

Ha parlato di acqua e di terre in cui si continua a morire, violentate dagli ecoreati e sulla legge già approvata in Senato, chiede che venga accolta “senza cambiare nemmeno una virgola”. Ha ricordato le vittime dell’amianto e del lavoro. Ha chiesto anche per l’Italia il reddito di cittadinanza, ricordando sempre l’importanza della dignità delle persone. Ha sostenuto la magistratura impegnata nella lotta alle mafie e le forze dell’ordine, e tutti, tutti coloro che si impegnano e che hanno speranza.

Ha chiesto, ancora, purtroppo, alla politica di avere più coraggio, “di fare presto e bene. Basta ombre”. E ancora, ha ricordato che i famigliari e tutti noi, vogliamo che sia istituita questa giornata come giornata nazionale delle vittime. Rivolgendo un pensiero ai famigliari Don Ciotti ha detto “Questi famigliari non possiamo prenderli per il naso, sono stanchi. Non c’è una strage della quale si conosca fino in fondo la verità. Il 70% di loro non conosce la verità e questo non è possibile”. “Troppi stanno nicchiando..” . Nella proposta di legge per la testimonianza e la memoria storica sui fatti di mafia e di terrorismo si chiede il riconoscimento per i famigliari di ore annue di permessi individuali, per diffondere una memoria da porgere soprattutto ai piu' giovani. Le mafie non sono un mondo a parte, ma sono parte del nostro mondo”.Dobbiamo sapere.

Dunque, che la memoria sia impegno, impegno per la pace e per la giustizia, serietà costanza responsabilità…queste parole emozionavano potentemente a Bologna nel messaggio di Don Ciotti. Ci ha pregato di “non dare nulla per scontato, di non sentirci mai arrivati, di non sentirci mai comodamente dalla parte giusta: la parte giusta non è un luogo dove stare ma un orizzonte sempre da raggiungere”. Grazie Libera.
25/03/2015
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