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Opinioni

Fertility day, un insulto al buon senso e al buon gusto

Siamo in pieno Fertility day, celebrazione attesa da variegate masse di uomini e donne ed il ministro Lorenzin ha di nuovo sbandierato tutto il suo impegno per trasformare questo giorno, così tanto voluto da lei, in un insulto al buon senso, al buon gusto e soprattutto alla negazione del ruolo suo e del ministero da Lei impropriamente retto
OPINIONI - Oggi siamo in pieno Fertility day, come è noto, celebrazione attesa da variegate masse di uomini e donne ed il ministro Lorenzin ha di nuovo sbandierato tutto il suo impegno per trasformare questo giorno, così tanto voluto da lei, in un insulto al buon senso, al buon gusto e soprattutto alla negazione del ruolo suo e del ministero da Lei impropriamente retto.

Il ministero della salute promuove e tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse delle collettività, in attuazione dell’art. 32 della nostra Costituzione, così dice il sito del governo, ma la Lorenzin va ben oltre e, dopo aver avvertito le giovani donne di non aspettare la cicogna, ora avvisa/ informa le giovani donne italiane quali sono le buone e le cattive compagnie in un guazzabuglio di messaggi davvero sconcertante. Sconcertante perché non si capisce se avere la pelle bianca, i denti sani,i capelli biondi e naturalmente gli occhi cerulei favorisce la fertilità con spermatozoi ed ovuli di razza ariana, oppure se è bene non fumare, non drogarsi, non essere nero per produrre figli in età fertile. E siccome qualche migliaia di persone ha espresso giudizi che difiniscono di chiaro stampo razzista, i suoi tentativi propagandistici, il ministro si è difeso così:”Il razzismo è negli occhi di chi guarda, NOI pensiamo alla prevenzione”.

Ora forse se la prevenzione la fa qualcun altro è meglio per tutti e la signora ministro farebbe bene ad informarsi su cosa vuol dire prevenzione, su cosa vuol dire informazione, su cosa vuol dire educazione sanitaria o più semplicemente Educazione, perché Lei continua ad essere veramente non educata nel trattare le donne e anche gli italiani in generale, come se fossero dei poveri deficienti! Si possono e si devono chiedere le dimissioni ad un ministro per simili comportamenti? Io penso di si, ma non voglio insistere, sono una povera cittadina anziana che ha fatto parte di un grande movimento di donne di tanti anni fa quindi terribilmente di parte e non più avvezza alle” sottili strategie della politica contemporanea”, ma mi permetto di rifare appello alle donne presenti nelle istituzioni perché assumano una posizione di netta distanza dalle posizioni della Lorenzin che tutto sono meno di promozione e tutela della salute, bensì frutto di un impianto ideologico molto netto e discutibile. Ad Alessandria esiste ancora una commissione per le pari opportunità? E cosa dice il sindaco Rita Rossa ?che in giunta è affiancata da altre tre donne? Mi si dice non è solo alle donne l’offesa, bene se qualche uomo si fa avanti mi farà piacere, ma per adesso gradirei che fossero le donne a pronunciarsi.

Fra qualche giorno come Fondazione Luigi Longo presenteremo alla città un interessante volume ”Donne della Repubblica”, scritto da un gruppo di donne scrittrici e giornaliste, per ricordare e ,si, anche celebrare il ruolo delle donne nella edificazione di questo nostro Paese e nel suo percorso nella ricostruzione post bellica. Leggere di quelle donne e pensare alla loro forza di volontà, al loro impegno, al loro lavoro per l’emancipazione femminile e per un ruolo di cittadinanza per tutte, resta un buon viatico contro il trionfo della banalità del discorso, l’insipienza del pensiero e la volgarità del linguaggio.
24/09/2016
Margherita Bassini - redazione@alessandrianews.it
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