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Società

Csvaa: "con la nuova legge il rischio è penalizzare la qualità del servizio"

Nella commissione Politiche Sociali e Sanitarie si è affrontato il problema che potrebbe creare la legge delega del Governo sul Terzo Settore al Centro servizi di volontariato di Alessandria/ Asti. "Che offre un servizio di eccellenza in Piemonte". E che ora potrebbe vedere allargarsi il raggio di associazioni (anche le nonprofit), con una diminuzione però del fondo
 SOCIETA' - Le preoccupazioni che vengono portate all'attenzione di molti consiglieri comunali nella commissione Politiche Sociali e Sanitarie diventeranno un ordine del giorno da votare in sede di Consiglio per far sentire la voce unita della città a favore del Csvaa, il centro di servizi di volontariato di Alessandria e Asti.

Ad esporre le “penalizzazioni” che potrebbero ricadere anche sul nostro territorio sono il presidente Mario Bianchi e la direttrice Maria Cristina Massocco. E l'aspetto che più conta è quello “culturale” come ha ricordato l'assessore Mauro Cattaneo, ovvero la ricaduta sulla qualità del servizio, che è di eccellenza in Piemonte. Che offre servizi a 673 associazioni di volontariato nonprofit, regolarmente iscritte, oltre 400 solo nella provincia di Alessandria. Il comitato di gestione che “amministra” le risorse per il Csvaa è formato all'80% da fondazioni bancarie e ad oggi il fondo dato dagli utili è di 5 milioni per la Regione Piemonte. Di questi il 16% viene dato ad Alessandria/Asti.

Il problema sembra nascere dalle nuove disposizioni della legge delega di riforma del Terzo Settore (legge 6/6/2016 n°106 delega al Governo per la riforma del Terzo Settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale), che allarga il panorama di associazioni, andando a spaziare anche nel mondo che non è “nomprofit”, ma con una diminuzione del fondo e quindi delle risorse. Perché cambia la metodologia di distribuzione degli stanziamenti: “oggi il 50% è dato alla Regione e il restante 50% distribuito a livello nazionale”. Oggi la parte gestita a livello regionale viene a sua volta distribuita nei vari centri seguendo alcuni criteri chiave, “che non sono solo le dimensioni e quindi il numero di abitanti dove si sviluppa il servizio del Csvaa, ma che guarda anche al numero di associazioni che compongono il centro e al numero di piccoli paesi che sono inseriti in questo circuito di servizi”. Ora con la nuova legge la distribuzione dell'intero 100% viene fatta a livello nazionale, con il solo criterio del numero di abitanti in cui si sviluppa il Centro servizi di volontariato. “Così facendo, ci sono regioni a fianco a noi che con la distribuzione su scala nazionale ne trarranno grande vantaggio. Mentre la realtà del Csvaa Piemontese, sarà penalizzata.

Così oltre al sostegno dell'amministrazione comunale, sintetizzata in una lettera di sostegno del primo cittadino Rita Rossa, e all'ordine del giorno che il Consiglio comunale si impegna a votare insieme, in provincia si sta formando anche un Comitato per raccogliere le istanze di tutte le associazioni proprio per queste nuove regole dettate dalla legge delega.
22/02/2017
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