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Abbattiamo le barriere

Blind tennis: sentire la palla, con tutti i sensi

Alessandro Mastroluca su quotidiano.net dell’8 agosto 2013 ha pubblicato un interessante articolo sul “tennis per ciechi”. Ve lo riproponiamo volentieri, convinti che anche raccontare sia un modo per abbatere le barriere
ABBATTIAMO LE BARRIERE - Nato in Giappone a metà degli anni '80, il tennis per ciechi si gioca su campi da badminton con dei nastri lungo le righe e una pallina di schiuma coi sonagli.

Miyoshi Takei considerava la sua cecità come un'occasione, non come un ostacolo. Proprio il suo handicap l'ha spinto a provare il tennis per la prima volta. “Volevo colpire una palla e farla viaggiare nell'aria il più forte possibile, anche se non potevo vederla”. Ha cercato però un modo per sentirla: nel 1984 ha creato una pallina di spugna, leggera, con una serie di sonagli. Così ha creato uno sport, il tennis per ciechi, che ha centinaia di praticanti in Giappone, che si è diffuso in Asia, in Russia, in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in Argentina.

Il tennis per ciechi si gioca con una pallina di schiuma, più grande delle normali palle da tennis, su cui sono applicati i sonagli, su un campo da badminton, con racchette da bambino (oversize col manico piccolo) e nastri lungo le righe per agevolare il posizionamento tattile. I giocatori totalmente ciechi possono far rimbalzare la palla fino a tre volte prima di colpirla, gli ipovedenti una o due a seconda del grado di handicap.

Il principio su cui si basa il tennis per ciechi, dunque, è l'ecolocalizzazione, o biosonar. che consente di muoversi ai pipistrelli, ai delfini e alle balene. Un gruppo di ricercatori dell’University of Western Ontario, guidati da Mel Goodale, direttore del Centre for Brain and Mind, ha infatti scoperto che anche i ciechi possono avvalersi di questo sistema. Lo studio, pubblicato su Plos One, dimostra come un ragazzo californiano di 14 anni, Ben Underwood, è riuscito a muoversi nel suo quartiere in bici e sui pattini schioccando la lingua ed emettendo altri suoni riuscendo a interpretare le onde riflesse e farsi un'idea del mondo circostante.

Il 16 gennaio 2011 Takei sta tornando a casa con la moglie, Etsuko, anche lei cieca, quando cade sotto un treno della linea Yamanote a Tokyo. Muore così a 42 anni. La sua eredità però vive ancora. La sua cara amica Ayako Matsui è adesso alla guida della Conferenza Asiatica per la Promozione del Tennis per Ciechi e della Federazione Giapponese di Tennis per Ciechi. “Il suo sogno è adesso il mio sogno” spiega Matsui, che punta a inserire il “blind tennis” nel programma delle discipline paralimpiche. Per farlo, però, serve raggiungere uno standard sulle regole base e un modo di rendere più durature ed economiche le palline.

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18/08/2013
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