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Uil Informa

Dalle incertezze sul "Jobs Act" alle nuove povertà

Un bilancio che parte dai decreti attuativi del Jobs Act e arriva fino alle nuove proposte del Governo sulla riduzione delle tasse dal 2016. "I dati Istat parlano di oltre 4 milioni di persone in stato di povertà assoluta" ha spiegato Aldo Gregori, segretario Uil. Che chiede "più dialogo e maggiore concretezza nelle promesse"
 UIL INFORMA - Ancora troppi punti oscuri: i decreti attuativi del Jobs Act non aiutano a fare chiarezza, ma lasciano ancora aperte “vecchie ferite”. A fare un bilancio di quelle che sono ancora oggi le problematiche irrisolte è il segretario provinciale della Uil, Aldo Gregori.  “Tra le perplessità che ancora non ci sono state chiarite c'è la questione delle politiche attive del lavoro – spiega Gregori – Su questa partita servono investimenti che il Governo ancora non ha fatto”. Poi sulla bilancia c'è ancora il piatto “ammortizzatori sociali”: nel 2016 finiranno sia la cassa in deroga che la mobilità in deroga. “Questo significa un'ulteriore perdita di tessuto sociale”.
Altra questione che rientra nel grande calderone del Jobs Act è quella sul “cambio mansione”. “Come sindacato abbiamo verificato delle contraddizioni rispetto alla legge 81 che è quella che norma il cambio mansione nell'ambito del lavoro, che prevede l'obbligo di formazione. Qui ovviamente la formazione è andata perduta” ha spiegato il segretario Uil. Ultimo, ma non per minore importanza, è il tema della sicurezza sul lavoro: “sono diminuiti gli incidenti mortali, ma restano ancora troppi!I dati sono sempre molto preoccupanti”.

Così se da un lato ci sono le politiche del lavoro, che riguardano soprattutto i giovani, dall'altro l'Istat solo poche settimane fa faceva un quadro della “situazione di povertà” che vive il Paese. “Due milioni 470 mila famiglie vivono in povertà assoluta, che significa più di 4 milioni di singoli individui”. Anche se la crescita di questo valore rispetto agli ultimi due anni si è fermata, “il dato è tutt'altro che confortante”. “Ben vengano quindi tutte le proposte per arrivare a parlare di un reddito di inclusione sociale, che dovrebbe permettere di non lasciare fuori troppe persone” ha commentato Gregori. Che guarda con il dovuto scetticismo anche le ultime uscite del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “L'enunciazione di una riduzione delle tasse per il periodo 2016-2018 è positivo, purché non restino solo parole di propaganda elettorale”. Oltre infatti a 4 miliardi che il Governo deve trovare per questo piano di riduzioni, “servono altri 12,6 miliardi per il prossimo anno per evitare un aumento delle accise e dell'Iva, che porterebbe a vanificare ogni piano e programma di riduzione delle tasse”.

Guarda il video completo.
24/07/2015
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