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Provincia

Provincia: consiglio aperto per sottolineare l'importanza dell'ente

Si svolgerà il 31 gennaio in Alessandria, come in tutta Italia, un consiglio provinciale a seduta aperta per discutere dell'abolizione delle Province.
La situazione di crisi che sta attraversando l'Italia ha messo in campo una serie di riforme per contenere la spesa pubblica. Il governo Monti sta attuando vari tagli e razionalizzazioni per permettere al Paese di ridurre il debito pubblico e le risorse necessarie a far funzionare la macchina istituzionale.
Il problema non è nuovo. Già il precedente governo Berlusconi aveva dovuto affrontare un piano per contenere i costi ed evitare il crack finanziario dello stato. Tra le soluzioni approvate una di quelle che hanno fatto più discutere è l'abolizione delle Province. Per discutere insieme a tutte le parti interessate e ai cittadini di questa riforma istituzionale, l'Upi (Unione delle Province Italiane) ha deciso di convocare in tutta Italia per il 31 gennaio i consigli provinciali in seduta aperta.

Per la Provincia di Alessandria il consiglio provinciale si terrà al Auditorium del Marengo Museum a partire dalle 14 e 30. Alla presentazione dell'iniziativa alessandrina sono intervenuti il presidente del consiglio provinciale, Giovanni Barosini, l'assessore al bilancio Gianfranco Comaschi e i capigruppo delle forze politiche presenti in consiglio.
“Il momento di dibattito del 31 gennaio auspico che sia un momento dallo spirito franco e non autocelebrativo. Spero emergano chiaramente i vari punti di vista. Per questo abbiamo invitato e mandato l'ordine del giorno a tutti i 190 sindaci dei comuni della provincia. L'invito è anche esteso a tutte le varie realtà del territorio e alle organizzazioni sindacali del pubblico impiego -ha detto Giovanni Barosini – Quello che pensiamo noi è che una razionalizzazione sia necessaria. Però non crediamo si faccia abolendo l'ente. Il consiglio aperto servirà a sensibilizzare sulla sua importanza”.

Dello stesso avviso si è mostrato anche Gianfranco Comaschi. “Questa è una questione importante alla quale è venuto il momento di dare spazio -ha commentato- C'è bisogno che la discussione sul tema sia aperta e c'è bisogno che vi partecipino i cittadini”. Entrando nel merito della riforma l'assessore ha spiegato la posizione contraria dell'ente, motivandone le ragioni: “L'abolizione delle Province non è credibile ne sostenibile per come è fatta. La necessità di riforme in Italia è innegabile. Togliere un livello intermedio garantito dalla costituzione è però ridicolo. Perdendo questo livello le sue funzioni e i suoi servizi dovranno essere ridistribuiti a qualcuno. Trasferirli in basso, ai Comuni, è difficile e si può fare solo per alcune competenze. Trasferirli in alto, alle Regioni, significa ripercorrere all'indietro quanto fatto negli ultimi 10 anni” ha spiegato Comaschi, aggiungendo inoltre che “L'esperienza della Provincia a livello gestionale dei territori è importante e in grado di farlo svolgendo le attività con risparmio. Trasferire non vuol dire risparmiare ma spendere di più. La nostra non è però una posizione passiva di chi vuole difendere i ruoli. Perdere il livello politico intermedio è un danno grave per i cittadini”.

A parlare più specificamente di dati ci ha provato il capogruppo Pd in consiglio provinciale Federico Fornaro che ha parlato di “un confrontarsi su dati reali e non una difesa d'ufficio dell'Upi. Uno studio della Bocconi ha mostrato che cifre venute fuori di 10-12 miliardi di euro risparmiato con l'abolizione sono una falsità (nel nostro piccolo provammo anche noi a fare un'analisi in tal senso ndr). Lo studio dice che il risparmio effettivo sarebbe intorno ai 100 milioni di euro. È anche risultato che la dimensione ottimale di una Provincia sarebbe sui 350 mila abitanti. Da qui arriva la proposta nazionale per il dimezzamento degli enti. Il Piemonte in tal senso ha già un accordo per ridurre le sue Province a sole quattro. Nella riduzione c'è più efficacia che nell'abolizione”.
Uno spunto di critica lo ha offerto il capogruppo Idv Vincenzo De Marte “Abbiamo dormito tutti. Non possiamo arrivare a fare qualcosa nel momento in cui si decide della costituzionalità o meno della riforma. Dovevamo impostare iniziative almeno un anno e mezzo fa. Comunque ritengo che le Province non siano un ente da abolire e le sole che devono rientrare nel contenimento delle spese pubbliche”.

Meno ottimistico, pur se particolarmente combattivo, il discorso del capogruppo della Lega Nord Angelo Legnazzi “Siamo all'epilogo. Ci stiamo muovendo in ritardo per salvare il salvabile. L'iniziativa di martedi pur se in ritardo è una forma di protesta per salvare un ente necessario -le sue parole- Certo, l'identificazione simbolica dei cittadini nella Provincia è bassa. Colpa nostra che non siamo riusciti a mantenere alto l'interesse. La Provincia paga però colpe non sue. Non siamo quelli che spendono troppo. È impossibile identificare quali siano i risparmi dalla sua abolizione. L'importanza strategica dell'ente è di rilevante entità”.
“Non siamo il tacchino che chiede di non anticipare il Natale” è stata la metafora usata dal capogruppo del Pdl Antonio Maconi. “Non siamo qui a difendere il il nostro posto ma il ruolo dell'ente. Analizzando bene si comprende che qualcosa al posto delle Province dovrà esserci -ha proseguito- Un coordinamento sovracomunale di qualche tipo. La Provincia, modificata anche dalla sua forma attuale, va salvaguardata come principio. Senza contare che bisogna contare le professionalità che vi lavorano. È vero che queste andranno nei Comuni o nelle Regioni, ma cosa andranno a fare? Non siamo i sindacalisti di noi stessi ma di tutte queste professionalità. Un'ultima considerazione: prima del polverone sulle Province nessuno in pratica le conosceva e sapeva le cose che fa per i cittadini. Credo che qualcuno abbia mediato in maniera distorta che cosa è questo ente”.

L'appuntamento è, dunque, per il 31 gennaio dalle 14 e 30 presso l'Auditorium del Marengo Museum per permettere a tutti di discutere della questione e per poter dire la propria opinione in merito.
27/01/2012
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