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Ovada

Pendolari: poche soluzioni dall'incontro tra assessori regionali

"Ci sono state offerti solo palliativi” spiega Emanuela Delorenzi, portavoce del Comitato Pendolari Valli Stura e Orba. Dal tavolo tecnico con gli assessori ai Trasporti, Francesco Balocco e Giovanni Berrino, sono emerse soluzioni già trattate tra le parti e, in alcuni casi, rifiutate dai frequentatori abituali della Acqui-Genova.
OVADA - L'atteso incontro come bicchiere mezzo pieno. Le soluzioni effimere e poco convincenti per i pendolari rappresentano invece quello mezzo vuoto. L'altra sera il rappresentanti del Comitato Valli Stura e Orba hanno presenziato al faccia a faccia tra gli assessori regionali ai Trasporti di Piemonte e Liguria, Francesco Balocco e Giovanni Berrino. Le richieste dei frequentatori abituali della tratta (un servizio migliore, con più treni nel corso della giornata e nessuna chiusura in estate) sono state ascoltate, ma all'orizzonte non si prospetta alcuna soluzione. "Ci sono state offerti solo palliativi” spiega Emanuela Delorenzi, portavoce dell'associazione, fondata per riunire (anche) i pendolari della linea Acqui-Ovada-Genova. Ed è proprio per impedire la chiusura agostana di questa tratta che si stanno raccogliendo le firme (in modalità cartacea e online) in vista del prossimo anno. Non sarà facile convincere la Liguria, che al momento vanta 221 mila motivi (tanti quanti gli euro risparmiati) per confermare il provvedimento attuato negli ultimi anni. 

“Abbiamo chiesto alle Fs di valutare la possibilità di tenere aperta la linea, in maniera compatibile con le loro esigenze di manutenzione - dice l'assessore ligure Berrino, seduto a fianco del suo omologo e del sindaco di Acqui Terme, Lorenzo Lucchini -. Aspettiamo il responso. In quel caso, potremmo garantire la presenza dei treni con l’impegno anche del Piemonte: non 13 coppie come nel resto dell’anno ma 6/7. E senza colmare le altre ore con i bus”. Difficile ipotizzare un'apertura anche sulla richiesta di una coppia di treni in più, che avrebbe costi proibitivi (circa un milione di euro in più). Il prospetto indicato resta quello, già discusso in passato, di sacrificare il treno delle 12.17 da Acqui per colmare il vuoto da Genova tra le 14 e le 16 con una corsa alle 15,13. Se ne riparlerà, visto che in questo caso sarebbero coinvolte entrambe le Regioni - il Piemonte coprirebbe i costi di un bus da Acqui a Ovada per garantire un minimo di collegamento in quella fascia oraria -, anche se in passato i pendolari avevano già respinto l'offerta al mittente. Tra i presenti all'incontro c'era anche il sindaco di Ovada, Paolo Lantero, che ha definito "epocale" l'incontro tra le parti, tracciando comunque una linea politica e sociale indirizzata all'assessore Balocco. “Un corpo non vive solo di arterie, senza capillari necrotizza. Serve un cambio di passo della politica, torni a investire sulle periferie. Sia per quanto riguarda i treni che il trasporto pubblico locale”.

 

15/11/2017
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