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Alessandria

"Non azzardatevi!": dalla Cisl una nuova indagine, preoccupante, sulla ludopatia

Secondo i dati della ricerca, sarebbero almeno 3450 le persone già dipendenti dal gioco in provincia, ma i numeri salgono a 14 mila se si conteggiano anche i giocatori a rischio. Ad Alessandria le giocate procapite calcolate per il 2017 contano la spaventosa cifra di 1554 euro, per un totale di oltre 145 milioni di euro giocati. Ecco tutti i dati
ALESSANDRIA - “Ho cominciato a giocare a 17 anni, con le prime macchinette nei bar…Da lì non mi sono più fermato. Non esiste più nessuno intorno a te, solo la macchina: lei ti comanda e ti entra nella testa. Ma non sempre si vince, anzi più spesso si perde…” 

"Un bel gioco dura poco, ci veniva detto da bambini. Il gioco è sinonimo di divertimento, di aggregazione, di socialità, ma spesso può diventare una vera e propria malattia, un incubo, un 'tunnel' da cui non è facile uscire. Può anche diventare quasi sicuramente solitudine". 

Di questi gravissimi problemi sociali, che in provincia coinvolgono almeno 3450 persone (ma la stima è difficile, perché si tende a tacere per vergogna e il gioco online è difficile da tracciare), più i familiari che vivono il dramma insieme ai propri cari, hanno parlato i responsabili della Cisl Fnp (Federazione Pensionati), Anteas (associazione di volontariato promossa da Fnp) e Coordinamento Donne Fnp Cisl -Alessandria-Asti, che hanno presentato una ricerca ricca di dati e corredata da 30 interviste a tabaccai, esercenti e persone con un problema di ludopatia. 

La ricerca completa è disponibile qui.  

L’incontro di presentazione è stato da organizzato da Marco Ciani, Segretario generale Cisl Alessandria-Asti, e da Franco Porcelli, Segretario generale Fnp Cisl territoriale, insieme a Renato Balduzzi, già Ministro della Salute e ora membro del Csm, insieme con Daniele Malucelli, Presidente Anteas Alessandria.

"Con questa iniziativa - hanno spiegato gli organizzatori - intendiamo puntare i riflettori su una piaga sociale che tocca un altissimo numero di persone, anche sul nostro territorio, sia giovani che anziani, e sensibilizzare i cittadini sui rischi derivanti da un gioco incontrollato e compulsivo (slot machines, scommesse, gratta e vinci, sale gioco on line…); la ricerca ha inoltre analizzato le proposte della politica a contrasto della ludopatia, tra cui quelle contenute nell’ultimo 'Decreto Dignità' varato dal Governo, e valorizzato alcune buone pratiche messe in atto da altri territori in tutta Italia"

Dall’analisi sono emersi almeno tre punti critici:

– il gioco d’azzardo patologico non è ancora percepito come un problema sociale dai costi elevatissimi, ma individuale

– non è facile individuare i confini tra un gioco “responsabile” ed una dipendenza vera e propria, il “gap” ha contorni molto sfumati

– c’è tutto un “mondo” che è difficile da monitorare e da tenere sotto controllo, quello dei giochi on line.

Questi punti sono stati messi messi in luce in particolare dal Prof. Renato Balduzzi, già Ministro della Salute e firmatario del decreto n.158/2012 che ha creato l’Osservatorio sulle Ludopatie: “quella presentata è una ricerca molto utile a maggior ragione perchè promossa e realizzata dal Sindacato che incontra quotidianamente un gran numero di lavoratori e pensionati, spesso vittime di questa forma di dipendenza. Serve un’attenzione permanente, è necessario dare segnali politici e culturali forti!”

Secondo i dati della ricerca, sarebbero almeno 3450 le persone già dipendenti dal gioco in provincia (1400 quelle prese in carico dal servizi per le dipendenze dell'Asl), ma i numeri salgono a 14 mila se si conteggiano anche i giocatori a rischio.

Ad Alessandria le giocate procapite calcolate per il 2017 contano la spaventosa cifra di 1554 euro, per un totale di oltre 145 milioni di euro giocati. Dramma nel dramma, a giocare (e perdere) sono specialmente le persone più deboli (il 47% dei giocatori sono indigenti, e il 50% dei disoccupati presenterebbe già forme più o meno gravi di ludopatia). 

14/07/2018
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