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Novi Ligure

"Noi, lavoratori Unes traditi da questa maggioranza politica"

La lettera dei dipendenti del supermercato di via Mazzini a Novi Ligure: "Da otto mesi aspettavamo un incontro con l'amministrazione comunale. Ironia della sorte siamo stati convocati pochi giorni dopo l'inaugurazione della nuova struttura che rischia di compromettere il futuro di almeno 30 lavoratori"
NOVI LIGURE – Riceviamo e pubblichiamo dai lavoratori del supermercato Unes di via Mazzini a Novi Ligure.

Mercoledì scorso si è svolto l’incontro tra i rappresentanti sindacali del supermercato Unes di via Mazzini con il sindaco e il vicesindaco di Novi Ligure. L’incontro, promesso dal sindaco Muliere, avrebbe dovuto tenersi almeno otto mesi fa ma – ironia della sorte – il primo cittadino ha convocato le rappresentanze sindacali solo la settimana scorsa, pochi giorni dopo aver presenziato all’inaugurazione della nuova struttura commerciale [Eurospin; ndr] che confina proprio con il supermercato Unes e che rischia di compromettere il futuro di almeno 30 lavoratori, soprattutto donne, che qui operano ormai da decenni.

Si potrebbe definire un bel regalo di Natale! La volontà del sindaco e della sua maggioranza era apparsa chiara già quando hanno deciso il rilascio della licenza di costruzione del nuovo supermercato, data in deroga al piano regolatore. Delle istanze e delle preoccupazioni dei lavoratori Unes non si è tenuto conto. La presentazione di un piano per il commercio in centro storico ci ha fatto sperare che dall’incontro emergessero proposte di riqualificazione e manutenzione anche per quell’area di via Mazzini dove, oltre alla nostra, sono presenti innumerevoli attività. Condizione necessaria per un rilancio di questa area spesso dimenticata persino per quanto riguarda la spazzatura strade.

Per tutta risposta abbiamo ottenuto paternalistici consigli circa il restyling del negozio e ci è stato suggerito di proporre alla proprietà Unes, per sopperire le carenze della spazzatura strade, di provare a pagare in proprio qualche lavoratore, magari scelto tra coloro i quali saranno costretti a ricorrere al reddito di inclusione.

Il bilancio dell’incontro non è purtroppo positivo perché dal sindaco non è venuta nessuna proposta capace di dare a noi e alle nostre famiglie almeno la speranza che si attueranno politiche atte a mantenere sul territorio le attività produttive tutte ma soprattutto politiche che non vadano nell’ottica di accettare passivamente una decrescita dell’occupazione sul territorio che potrebbe a una “guerra tra poveri” per la salvaguardia del posto di lavoro.

Per noi è fondamentale continuare a credere che non arriveremo a dover dichiarare la chiusura o la contrazione delle maestranze del nostro punto vendita. Non vogliamo essere costrette ad andare con il cappello in mano a chiedere un lavoro a chi nulla a fatto per tutelare quello che abbiamo per questo confidiamo nel rapporto di fiducia che ci lega ai nostri clienti, nostra vera risorsa.

Antonio Torchia e Barbara Sciutto
Rappresentanti Cgil
19/12/2017
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