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     Il nostro tour inizia in piazza Garibaldi. La navetta, o il pullman, si fermerà più o meno in questo punto. Speriamo che presto venga messa l'indicazione con la scritta "Monferrato Express Bus Expo", come promesso e non ancora realizzato

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     La navetta vi lascerà qui. A qualche centinaio di metri dall'ingresso. Dovrete costeggiare il villaggio Expo, dedicato a ospitare tutti gli operatori che lavorano in fiera, e poi tagliare attraverso un piccolo parco in costruzione. Sbagliare strada è comunque difficile

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     Eccolo qui il Villaggio Expo "in tutto il suo splendore"

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     Gru e lavori ovunque. I campi lasciano il posto alle strade asfaltate e alle costruzioni...

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     Eccoci qui in coda ai tornelli. Il nostro consiglio è quello di acquistare i biglietti online. Li pagherete meno (34 euro invece di 39) e vi eviterete una seconda coda. Se invece arrivate sprovvisti di biglietto, i box per l'acquisto sono all'estrema destra (parcheggio Merlata)

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     Arrivate presto, se potete. Eviterete code e poi dirigetevi subito al padiglione Italia, se volete visitarlo. Lì le code durante il giorno saranno particolarmente lunghe

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     Funziona come all'aereoporto. Si passa un metal detector e si è dentro

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     Tutto è molto accessibile, anche per le persone con disabilità

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     Un canale artificiale circonda l'area principale. Eccolo qui 

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     Le colonnine per la richiesta di soccorso in caso di bisogno

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     Questo è il teatro principale per gli spettacoli

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     Fab Food: uno dei padiglioni più indietro. C'è solamente il 3% completato... 

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     Il padiglione del Trentino e Sud Tirolo mostra un'evocativa ascesa verso la salute. Si parte così e si arriva in ciba al loro padiglione magri e in forma. Magari!

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     Alcune regioni hanno scelto di investire in un padiglione personalizzato. E' il caso della Toscana, che regala campioni di profumo e alcune esperienze sensoriali. Alcune apparecchiature però sono già rotte!

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     Le famose "vele" che coprono il cardo e il decumano di Expo. 

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     Il padiglione del Vino. Si possono degustare vini da tutte le regioni, ma a pagamento

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    Il padiglione Italia. Arrivando poco dopo le 10 noi abbiamo atteso circa 30 minuti per poterlo visitare. Andateci subito se volete visitarlo. Conviene!

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     L'albero della vita. E' questo il simbolo dell'Expo. A tratti fiorisce e si accendono giochi d'acqua dalla fontana sottostante

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     Eccola qui la coda per il padiglione Italia!

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    Il padiglione è rappresenta una sorta di giungla urbana, con piante che germogliano fino al soffitto: una volta trasparente e fotovoltaica che compre la struttura

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     Ad accoglierci c'è una ragazza nera e italianissima. E' lei che illustrerà il padiglione sulle bellezze del nostro Paese a chi parla italiano. 

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     Gli ascensori portano ai diversi piani le persone con disabilità. Il tutto è veloce e tutto sommato ben gestito

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    Nel padiglione vengono presentati alcuni imprenditori italiani di successo. L'installazione è suggestiva

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     Nelle stanze successive si trovano dei caleidoscopi fatti con le opere d'arte del Belpaese. Ipnotici

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    Attenzione a non mettere la gonna. I pavimenti in questa zona sono completamente a specchio: eviterete situazioni imbarazzanti

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     Ci sono anche filmati ad alta risoluzione da alcune piazze italiane. Le immagini sono in diretta

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     I bagni, durante la nostra visita al padiglione, sono stati un problema. Totalmente fuori uso al primo piano e disponibili solo per le persone disabili al secondo piano (!). Una volta tanto una discriminazione... al contrario. Ma certo non fa piacere. Andate in bagno prima di mettervi in coda per il padiglione!

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    La bellezza con altri sensi. Si può godere delle opere d'arte anche se non si può vedere? Certamente sì, ma non per ora. Lo spazio dedicato a questa bella iniziativa sensoriale è in fase di allestimento...

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     Questo è un po' il simbolo dell'Italia. Opere d'arte da una parte, lavori in corso e in ritardo dall'altra (si possono scorgere oltre il vetro in fondo. Quegli spazi non sono ancora pronti)

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     L'albero della Vita ripreso dal padiglione Italia

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     All'interno del padiglione c'è un vivaio con piante da tutta Italia: alcune, come per esempio i carciofi, erano un po' sofferenti e i volontari si prodigavano a innaffiarli con bicchieri d'acqua. Qui invece lo scorcio dedicato al Piemonte

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     L'albero della vita è il fil rouge di tutto l'Expo. E lo si ritrova qua e là riprodotto anche all'interno dei padiglioni

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     L'esplosione lentissima di un mese per ora è proprio immobile. Noi ci siamo piazzati lì pensando che dopo poco saremmo stati raccolti per mostrarci un esperimento. Ci hanno in realtà spiegato che il "tra poco qui" non era un cartellone esposto temporaneamente per raccogliere persone ma un'installazione anch'essa fissa. Sarà disponibile in futuro. Pazienza

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     Expo e il verde. Noi però vediamo soprattutto il grigio del metallo e del cemento. E voi? 

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     Ecco qui l'interno del padiglione dedicato al Vino

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     La possibilità di utilizzare l'olfatto per scoprire tutte le essenze contenute nei vini non funzionava. Uffa

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     Ecco il nostro territorio. Ma oltre ai nomi qui non c'è altro. E manca qualsiasi riferimento al Monferrato. Peccato!

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     Una scala a forma di vite ci porta al piano superiore, dove si potrà procedere (pagando) con le degustazioni

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     Funziona così: leggete le informazioni sul rettangolo in alto, guardate l'etichetta e vi stuzzica la curiosità inserendo un'apposita card prepagata potete riceverne un bicchiere. In questo caso però, per esempio, la descrizione non è ancora stata inserita

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     Ecco al Piemonte. Lo stand però è ancora un disastro, come mostrano le immagini. La parete centrale è quasi tutta vuota. "La riempiremo presto, gli spazi sono stati tutti acquistati" ci rassicurano. Ma intanto facciamo una pessima figura davanti a chi passa. Sembra che il Piemonte non produca quasi nulla 

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     Un particolare del grandissimo padiglione gestito da Slow Food. La domanda ci pare molto pertinente

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     I lavori stanno procedendo. Anche dove passano i turisti. Non un bello spettacolo

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     Ciò non toglie che i padiglioni siano anche spettacolari. Ve ne mostreremo alcuni qua e là: giusto per soddisfare la curiosità di chi ha deciso di non andare ma una sbirciata la vuole dare. Tanti però non ve li mostriamo: se credete dovrete andarli a esplorare di persona

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     Eccolo l'albero della vita fiorito!

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     Ed ecco uno dei padiglioni più discussi e citati. L'immensa installazione della Coca Cola!

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     Qua e là i lavori ancora in fase di realizzazione e i cantieri aperti. Non è vero che il miracolo è avvenuto: o come si spiegano queste immagini? E poi, miracolo perché? E' dal 2008 che si sa che Milano avrebbe ospitato l'Expo. E oggi siamo qui a correre per finire tutto, con le persone che girano fra padiglioni e... cantieri

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     Le casette dell'acqua gestite dal fornitore di Milano sono davvero comode. Cercatele (deviando al cardo e dal decumano principali) e godetene. L'acqua deve rimanere un bene comune!

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     Il distretto del cioccolato è in realtà un grande negozio. E dall'alessandrino non c'è nulla

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    Tutti i padiglioni dei paesi produttori di cacao, tranne quello del Ghana, sono ancora chiusi. Apriranno entro due settimane. Forse

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     Idem per il riso. Nel cluster che raccoglie i diversi paesi produttori, l'Italia non c'è. Delle piccole risaie guidano i visitatori verso i padiglioni dedicati

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     Esiste anche un padiglione gestito dalla coldiretti. Qui un particolare che illustra un vanto del Piemonte

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     Il padiglione Italia visto dal retro

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    Ogni 'tot' ore una sfilata piuttosto avvilente attraversa il Decumano. E' forse il momento in cui più ci siamo sentiti all'interno di un grande centro commerciale all'aperto. Il principio del "Nutrire il Pianeta" forse è stato un po' travisato... 

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     Anche la mostra sui Tesori d'Italia è ancora chiusa. L'ennesima porta in faccia ai turisti che hanno pagato il biglietto d'ingresso a prezzo pieno. Viste tutte le attrazioni non ancora disponibili uno sconto sarebbe stato il minimo

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     I grandi ristoranti regionali gestiti da Eataly sono attraversati da un parco che ospita alcuni esempi di folklore e cultura. Alcune installazioni sono un po' kitsch così piantate nel prato fra stand alimentali e giochi per bambini. Almeno secondo noi

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    La porta mestamente chiusa che ci impedisce di accedere alla mostra

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     Eataly e i ristorandi regionale. Qui quello del Piemonte

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     La mostra di Salgado sul caffé merita davvero la visita. Una delle ragioni che potrebbe convincervi a visitare l'Expo

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    Il padiglione del Brasile. Per scelta non vi mostriamo molto dei diversi padiglioni ma queste immagini ci servono per ribadirvi un consiglio in amicizia: meglio non mettere la gonna :)

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     Il padiglione del Nepal invece è ancora indietro. Ci vorranno settimane, temiamo, prima di vederlo sistemato

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     Ancora le torrette dell'acqua. La distribuiscono refrigerata e gasata. Domenica funzionavano perfettamente ma già lunedì, con la grande affluenza delle scolaresche, i cartelli "broken" cominciavano ad essere affissi qua e là. Speriamo che durino... 

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     L'enorme padiglione della Coop e del cibo del futuro è in realtà un supermercato super tecnologico. Pannelli interattivi spiegano la provenienza di tutti gli ingredienti e robot gestiscono le postazioni

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     Il primo giorno è finito... 

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     La navetta ci verrà a riprendere qui. Come vedete i lavori sono ancora abbondantemente in corso

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     Il secondo giorno lo iniziamo dal Padiglione 0, il primo che si incontra arrivando con metro. Qui viene ricostruita la storia dell'umanità e del suo rapporto con l'allevamento e l'agricoltura. Un must soprattutto per i bambini

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    Ecco qui lo stand di Artinfiera: presenta Tortona e il tortonese. Nel nostro reportage vi raccontiamo meglio cosa contiene. Ci è parso un modo scenografico ma interessante di raccontare un territorio, con il giusto mix fra storia e attualità. Lo trovate nello spazio espositivo di Cascina Triulza: andate a visitarlo!

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    Un altro padiglione: il trattore sospeso ci invita a scoprire meglio l'Olanda

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     Uno dei lotti più discussi e diventato simbolo per questo Expo: l'immenso spazio acquistato dalla Coca Cola. Ovviamente il lunedì è stato invaso dagli studenti in gita scolastica

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     Ed ecco qui finalmente il nostro padiglione. CibusèItalia: ma sembra più una rassenga di marchi che non di prodotti e materie prime di qualità

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     Il nostro stand, dedicato al riso. Ok, la Cittadella con il riso forse c'entrerà poco, ma "non si è potuto fare meglio". L'allestimento è comunque elegante e ben presentato. Il problema è che l'intero padiglione è praticamente deserto, specialmente se confrontato con le altre aree dell'Expo. Ci sono più che altro operatori commerciali che vengono a far visita ai loro stands. Non proprio il massimo... 

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     Fra le immagini simbolo, anche alcuni celebri scatti del paesaggio rurale immortalati dal fotografo 'monferrino' d'adozione Mark Cooper

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    Fra i marchi e le aziende presentate anche la Guala Closures, altro campione del nostro territorio ormai diventato di caratura mondiale

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    Le rappresentazioni artistiche ai lati del padiglione Cibus sono già rovinate. I lavori sono stati eseguiti in fretta e il risultato è questo. Voluto? Temiamo di no...

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     Proprio al fianco del padiglione i lavori procedono incessantemente. Anche per questo è poco attrattivo: sembra tutto sommato un'area ancora in fase di realizzazione

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     L'ultimo padiglione che riusciamo a visitare è quello della Santa Sede. Con l'ennesima sorpresa finale: ci offrono una calamita ricordo con sopra Papa Francesco. Quante ne avranno commissionate? Ma non si sarebbero potuto spendere meglio questi soldi? E sì che all'interno non si parla d'altro che di fame, sprechi e riscoperta dei valori e dei principi essenziali della Chiesa

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     Dalla collina artificiale si può spaziare con lo sguardo a tutto Expo. Poco verde e tanto d'altro, purtroppo... 

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    Quando al posto delle piante fioriscono le gru è il caso di porsi qualche domanda. E con questi interrogativi sospesi finisce anche il nostro reportage dall'Expo. Il retrogusto è più amaro che dolce

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Expo: il reportage completo

Info - Ecco il racconto di due intensi giorni passati all'Expo fra i diversi padiglioni, con due obiettivi su tutti: andare a caccia di tracce del nostro territorio e offrirvi una visione d'insieme della grande fiera milanese.
Le foto sono molte e richiedono un po' di tempo perché tutto sia caricato e visibile correttamente. Potrebbe però valere la pena di aspettare :) 
Se non vi va di aspettare, qui trovate il reportage giornalistico sintetico

Data - 12/05/2015

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