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Alessandria

Trasporti, in arrivo la stangata: tariffe più care e meno corse

La Regione approva il piano di riprogrammazione e il pluriennale 2013-2015 sul trasporto pubblico locale: più treni diretti sulla Alessandria – Torino ma a rischio il trasporto bus e, per tutti, un aumento di tariffe. Lunedì incontro tra Provincia, aziende e sindacati “ripescati” dopo la protesta. Comaschi: “tagli al servizio già da novembre”
ALESSANDRIA – Se la Regione con una mano dà, con l'altra toglie. La giunta di Roberto Cota ha approvato ieri la delibera relativa al piano di riprogrammazione sul trasporto pubblico locale. Se si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, alla provincia di Alessandria viene confermato l'extra bonus di 950 mila euro preannunciati e che hanno consentito, in questi mesi, di ripristinare una serie di corse. Ma già dal 2014 i fondi, che nel 2013 sono scesi a 11,250 milioni di euro (più l'una tantum), si ridurranno a 9.537.000. Inoltre, l'attribuzione dell'una tantum è “condizionata alla predisposizione da parte dell'ente di un integrazione tra servizi urbani ed extraurbani”. Significa quindi che il servizio su gomma in Provincia deve essere rivisto e riorganizzato.
Un suggerimento (o un diktat) che l'assessore ai Trasporti delle Provincia Gianfranco Comaschi intende mettere in pratica già da novembre. E' quanto si legge nella lettera di convocazione recapitata alle aziende del trasporto pubblico locale: “considerato che, a fronte dei diminuiti crediti compensativi trasfertiti dalla regione Piemonte alla provincia di Alessandria, l'ammontare complessivo verificato per l'anno 2013, pari a circa 7.400.000 chilometri dovrà subire nuove consistenti riduzioni nell'anno 2014, si rende necessario procedere, sin dall'inizio del prossimo mese di novembre ad una riorganizzazione del Tpl”. La convocazione era fissata per oggi, giovedì. Ma i sindacati di categoria, esclusi dall'incontro, hanno chiesto e ottenuto una nuova convocazione per lunedì prossimo. “Non è mai mancato il dialogo e non era nostra intenzione escludere nessuno – precisa Comaschi – ma avevamo ritenuto che fosse utile un incontro con le aziende”. Chiarito il punto, resta, però, quello dei tagli, inequivocabili, con i quali occorrerà fare i conti. “Abbiamo già tolto quel che si poteva togliere quest'anno -. anticipa l'assessore – A seguito delle legittime rimostranze degli amministratori sono stare ripristinare delle corse, ma occorre ragionare una volte per tutte su una riorganizzazione del servizio”.
E intanto a Torino si sono delineate le strategie Regionali. Si parla di “ristrutturazione del Tpl” e di “efficientamento imposto dalla stato”. “Efficientare significa programmare il servizio senza sprechi ma partendo dalle esigenze vere ed ineludibili di mobilità dei cittadini. - spiegano dalla Regione - Per consentire al Piemonte di muoversi bene, velocemente e a prezzi equi, servono 100 milioni di euro in più all’anno. Già a partire dal 2014”. Dove recuperarli? La stessa delibera parla di una “ridefinizione delle tariffe” con aumenti decrescenti “in funzione dell'aumento dei chilometri” (più è lungo il viaggio, meno pesante sarà l'aumento) e comunque non superiore al 15%.
Sempre per vedere il bicchiere mezzo pieno, la Ragione garantirà maggiori treni sulla tratta Alessandria – Asti – Torino, uno ogni ora, senza fermate intermedie. Più regolarità anche sulla Alessandria – Voghera.
Resta anche il nodo dei treni che interessano più Regioni. C'è un vero e proprio braccio di ferro tra Torino e Genova. Il Piemonte ha proposto una riorganizzazione, e compartecipazione, sulla Torino – Savona e sulla Savona Ventimiglia, garantendo il servizio solo nel periodo estivo. Per tutta risposta la Liguria ha tagliato sulla Acqui – Genova. E a farne le spese sono solo i pendolari. “Se la Liguria dovesse insistere con questo atteggiamento di chiusura – dicono da Torino – interverremo diversamente, garantendo comunque chi viaggia da Ovada e Acqui”.
24/10/2013
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