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Dalla formazione al lavoro

Noureddine, quando la determinazione premia

In questo terzo appuntamento con le storie alessandrine di successo, Plastics Academy ha intervistato Noureddine Essajdi, 32 anni, ingegnere meccanico di origine marocchina
DALLA FORMAZIONE AL LAVORO - In questo terzo appuntamento con le storie alessandrine di successo, Plastics Academy ha intervistato Noureddine Essajdi, 32 anni, ingegnere meccanico di origine marocchina, oggi tecnico di assistenza in una multinazionale leader nel settore delle tecnologie ausiliarie per i diversi processi di trasformazione dei polimeri, con sede in provincia di Venezia.

Noureddine, facciamo un passo indietro: cosa ti ha portato a scegliere una formazione specialistica in Italia e, in particolare, il Master in Ingegneria delle Materie Plastiche ad Alessandria?
Il mio percorso formativo inizia in Marocco dove, dopo aver frequentato il corso di laurea in Scienze Economiche, ho iniziato a lavorare come tecnico elettromeccanico e agente di qualità per le macchine di stampaggio a iniezione. Da sempre volevo diventare ingegnere e così mi sono iscritto alla Facoltà di Ingegneria Meccanica (percorso triennale) del Politecnico di Torino, dove mi sono laureato nel 2012.

Come è entrata la “plastica” nel tuo percorso formativo?
Il mondo delle materie plastiche mi interessava molto, perché variegato e ricco di opportunità di crescita professionale. Volevo migliorare il mio knowledge sulle materie plastiche e, nel frattempo, anche aprirmi le porte del mondo del lavoro in questo settore. Così, anche su consiglio di un mio professore, dopo la laurea ho partecipato alle selezioni per il Master in Ingegneria delle Materie Plastiche presso la sede di Alessandria del Politecnico di Torino.

Rifaresti questa scelta?
Certo, perché il Master, sebbene molto impegnativo, mi ha davvero offerto una formazione di eccellenza, dall’ottimo metodo di insegnamento alla professionalità dei docenti, senza dimenticare un aspetto fondamentale: lo stage garantito al termine del percorso di studi, con l’organizzazione di Plastics Academy.

Lo stage: parlaci di questa tua prima esperienza nel mondo del lavoro italiano.
Ho svolto lo stage a completamento del Master come “tecnologo junior” in un grande gruppo industriale specializzato nella ricerca, progettazione, sviluppo e produzione di componenti meccatronici (con sede in provincia di Alessandria) in cui mi occupavo della risoluzione di problematiche legate allo stampaggio a iniezione su diverse presse. Il team era molto collaborativo e per me è stata una buona palestra, dove ho potuto mettere in pratica ciò che avevo imparato durante il Master.

Ci sono stati momenti difficili nel tuo percorso di studio o lavoro?
Durante il mio primo anno di studi universitari a Torino, ho incontrato due ostacoli: la lingua italiana (in Marocco, la seconda lingua dopo l’arabo è il francese) e il dover cominciare da zero su molte materie tecniche. Ma sono riuscito a superare tutto, con determinazione, impegno e ottimismo, qualità che non ho mai perso.

E oggi, cosa pensi di dover ancora realizzare?
Ho la fortuna di lavorare in un’azienda che quest’anno festeggia i cinquanta anni nel mondo della plastica, con un storia d’impresa iniziata nel 1934.
Il mio team è molto collaborativo e affiatato e mi trovo davvero bene. So di avere ancora molto da imparare e migliorare, ma ci metterò come sempre grande impegno e determinazione. Mi sento parte di una realtà internazionale e dinamica, che mi può aprire prospettive anche verso la mia terra d’origine. Il mio sogno, infatti, è diventare area manager per la zona del Maghreb, ovvero l’ immagine della mia azienda nel Mediterraneo.

Cosa consiglieresti a chi volesse intraprendere il tuo stesso percorso?
Di avere innanzitutto chiari quali sono i propri obiettivi. Poi, bisogna lavorare sodo per realizzarli e io consiglio il Master in Ingegneria delle Materie Plastiche perché, oltre ad accrescere conoscenze e competenze, apre una porta al mondo del lavoro in questo settore.

Qual è la frase o il motto che porti sempre con te?
La frase che mi accompagna sempre è quella di un Presidente americano: “Yes, we can. Just do it”. Ovvero, tutto è possibile con la determinazione e l’impegno.


 
29/05/2014
Francesca Frassanito - redazione@alessandrianews.it
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