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Economia

Next exit Hope. Giovannini: "Bisogna crederci"

"La speranza non deve venire meno": questo è quello che traspare dalla 156esima Indagine Congiunturale Trimestrale di Confindustria Alessandria. Sono in lenta ripresa i dati dei principali indicatori: in risalita l'occupazione, la produzione, e gli ordini totali (anche se ancora in negativo). Torna positivo l'export
 ECONOMIA - Non una strada senza via di uscita e nemmeno il buio in fondo al tunnel. Ma un recente passato di “negatività” che sembra iniziare a vedere un po’ di luce: Next exit, Hope. “La speranza non deve venire meno. Bisogna continuare a crederci, solo così se ne può uscire”.
Con queste parole il presidente di Confindustria Alessandria, Marco Giovannini, insieme al direttore Fabrizio Riva ha presentato i risultati della 156esima Indagine Congiunturale Trimestrale
che prende in esame l’arco temporale ottobre-dicembre 2013, con stime di previsione per un totale di 125 aziende manifatturiere e dei servizi associate a Confindustria.  I numeri sono in lieve miglioramento, soprattutto se alcuni valori si confrontano allo stesso trimestre dello scorso anno, oppure ai valori a livello regionale. Sono in lenta ripresa i dati dei principali indicatori, in risalita per occupazione, produzione, ordini totali e redditività, anche se ancora negativi, mentre tornano positivi gli ordini export. E’ pressoché stabile la tenuta del grado di utilizzo degli impianti e della propensione ad investire. La previsione di ricorso alla cassa integrazione è in risalita ma la maggioranza degli intervistati (l’80%) prevede comunque invariata l’occupazione. Insomma il quadro a livello nazionale si riflette anche sul locale e così si può parlare di una “riaccelerazione del passo là dove era rallentato e di una ripresa (seppur lenta) dove invece c’era prima recessione”: andamento lievemente migliore, anche se due indici su quattro restano sotto lo zero.

Nello specifico tra i dati che “fanno ben sperare” c’è quello dell’occupazione, con un indice che risale a zero, mentre era a -9 tre mesi fa e a -18 un anno fa. Un dato positivo della provincia di Alessandria anche paragonato al dato regionale, che si attesta sul -9. “E’ un dato altalenante – puntualizza Giovannini – che è strettamente legato al settore di riferimento: quello alimentare, ad esempio, è soggetto a stagionalità, con un valore in risalita per i periodi come quello natalizio”. Ha lavoro per meno di un mese il 25%; la maggioranza degli intervistati ha lavoro tra uno e tre mesi (circa il 75%) , il 17% ha lavoro tra tre e sei mesi, il 7% tra i sei mesi e l’anno, il 5% oltre l’anno. Sempre sul fronte occupazionale, risale anche il dato della cassa integrazione in deroga formulata dal 23% delle aziende (era al 15% a luglio, al 32% ad aprile e al 35% un anno fa), con la maggioranza degli intervistati (80%) che prevede invariata la propria situazione occupazionale/lavorativa. “Come provincia di Alessandria – spiega Confindustria – siamo tra i pochi a vedere una risalita sulla cassa integrazione e questo anche grazie alla tipologia delle nostre aziende”. Infatti Alessandria si trova a sette punti in meno sulla cassa integrazione, rispetto alla Regione Piemonte e con una discesa del 10,3% di ore di cassa rispetto al 2012 (passaggio da 6 milioni di ore a 5 milioni 300 mila), “mentre la provincia di Cuneo – messa a confronto – ha stimato un aumento del 50%”.

Altro settore che “promette bene” è quello dell’export che torna al segno positivo, con un +13 sugli ordini export (che era a –4 tre mesi fa e a +12 un anno fa): “abbiamo sempre più traino dall’estero, con un +10 come saldo positivo per gli ordini e questo dato fa ben sperare per un possibile miglioramento anche della domanda interna”. Resta in negativo (anche se in risalita) il valore del totale degli ordini che passa da un -12 a un -7. Anche l’indicatore della produzione sale, seppur restando in negativo, e passa da un -13 di tre mesi fa ad un -4 nel nuovo trimestre di previsione. L’indicatore specifico della redditività nel trimestre a venire, risale ma è ancora negativo a –20 (era –27 tre mesi fa), anche se il 68% degli intervistati si attende una costanza della redditività.
Risale anche il dato di ritardo negli incassi che si fissa al 58% (rispetto al 53% di tre mesi fa): a 89 giorni si stabilizzano i termini di pagamento medio tra privati, ma salgono a 187 giorni quando i pagatori sono gli Enti pubblici e il dato è molto simile anche per le imprese del settore dei servizi.
In parte rivisto è il dato sulla “propensione a investire”: risponde “sì” agli investimenti il 61% delle imprese e fra coloro che investiranno il 18% lo farà con interventi definiti “significativi”.
Resta purtroppo ancora bassa la percentuale di utilizzo degli impianti: 66%. “Ad oggi ancora soltanto i 2/3 degli impianti vengono utilizzati – spiega Giovannini – Solo quando arriveremo ad una percentuale intorno al 70-75% si potrà parlare di ‘vera ripresa’”. Il problema resta lo stimolo della domanda.

Ed è proprio questa ad interessare in modo differente i diversi settori produttivi che comunque registrano previsioni in miglioramento rispetto all’indagine dell’ultimo anno: “il metalmeccanico, con dati in risalita e positivo per l’export, la chimica, con cifre negative ma export positivo, e la gomma-plastica con dati negativi, mentre il settore alimentare, soggetto a forte stagionalità, mostra previsioni tutte positive e in rialzo. Anche il vasto e variegato comparto delle industrie varie, che comprende grafiche e cartotecniche, tessile e calzature, legno e materiali da costruzione, prevede dati migliorativi e positivi rispetto ai precedenti trimestri. Risale il ritardo negli incassi, mentre il portafoglio ordini a breve termine è in crescita”. La nuova rilevazione, relativa al settore dei servizi alle imprese, mostra previsioni in risalita per occupazione (–7 contro il –15 di tre mesi fa), è positivo il livello di attività a +8 (era –8 tre mesi fa), sono a +8 anche i nuovi ordini (erano a zero a luglio) e a zero (era –23) la redditività. In positivo anche la classe residuale delle industrie varie, che rappresentano il 26% delle aziende: l’occupazione risale da zero a +3, la produzione da -3 a zero, gli ordini totali da zero a +10 e gli ordini export da -9 a +10.

“La dinamica dell’economia globale e italiana – spiega Marco Giovannini, presidente di Confindustria Alessandria – rispetta la tabella di marcia prevista e gli indicatori congiunturali continuano a segnalare progressi. E’ vero, rimane ancora un clima congiunturale condizionato dalla capacità delle imprese di competere sui mercati internazionali, perché all’interno la domanda non si mostra in ripresa, almeno in ambito locale: resta infatti negativo il saldo degli ordini totali. Di certo resta la ferrea volontà degli imprenditori di continuare a combattere con forza per restare su ogni mercato. Non facciamoci perciò venir meno la speranza, non ora che il buio tunnel del recente passato sembra illuminarsi”.
Il direttore di Confindustria Alessandria, Fabrizio Riva, si sofferma sul raffronto con i dati regionali: “Le previsioni della nostra indagine congiunturale sono pressoché in linea con quelle regionali, tuttavia si evidenziano alcuni dati positivi per la nostra provincia rispetto a quelli piemontesi, che ci confortano: gli ordini export a +13 nell’Alessandrino contro il +6 del Piemonte, il livello di attività e i nuovi ordini a +8 rispetto al +1 regionale, l’utilizzo delle risorse al 92% rispetto all’80% piemontese, l’occupazione che risale a zero contro il –9 del Piemonte”.

 
31/10/2013
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