Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Provincia

La Fiom guarda avanti: "ripensiamo a cosa produciamo e come"

La relazione del segretario Fiom Mirko Oliaro al congresso di categoria traccia un quadro della situazione a livello nazionale e locale e lancia un appello per l'unità sindacale e dei lavoratori: "uscire dall'ottica di lavoratori contro lavoratori e azienda contro azienda in guerra al ribasso"
PROVINCIA - “Abbiamo il dovere di credere che esistano delle possibilità di cambiare il modo in cui viviamo, i nostri comportamenti, le nostre priorità. Abbiamo il diritto di ambire ad un futuro migliore se non per noi stessi , almeno per le prossime generazioni.” E' un intervento “di cuore” più che pancia quello di Mirko Oliaro alla prima giornata del congresso Fiom – Cgil. A sottolinearlo è stato “l'antagonista” per eccellenza, Confindustria, rappresentata da Fabrizio Grossi, ospite alla Taglieria del Pelo. Oliaro, segretario uscente, dovrebbe essere riconfermato oggi, venerdì, nella seconda giornata di lavori dei metalmeccanici della Cgil.
Parte citando Marx (“anche se non sono comunista”) e termina citando sempre l'economista tedesco. In mezzo ci sta tutto: ci sta una crisi pesante che sta accentuando “sempre di più il divario tra ricchi e poveri”, c'è il ruolo della politica “che, chi prima, chi dopo, ha contribuito all'ascesa e all'allargamento dei mercati finanziari e allo smantellamento dei diritti dei lavoratori”, c'è anche il ruolo del sindacato e le differenti posizioni a livello nazionale tra il segretario di categoria Landini e il segretario generale Camusso, che in provincia pesano forse meno (Fiom appoggerà la riconferma di Silvana Tiberti alla segreteria generale provinciale).
Il lavoro, ovviamente, è al centro. Oliaro lancia un appello all'unità dei lavoratori. E non sono parole vuote. Sono esempi concreti che toccano anche la nostra provincia: “bisogna contrastare l'idea introdotta da Fiat di lavoratori contro lavoratori, azienda contro azienda in guerra continua al ribasso di salario e condizioni di vita nei luoghi di lavoro. Quel testo (il riferimento è al Testo Unico sulla rappresentanza) apre soprattutto nella crisi al ricatto occupazionale, salariale che oggi tutti noi stiamo cercando di contrastare. Alla Drathzug Stein non sta accadendo proprio questo? Alla Framar, ora Gimi, non hanno tolto la quattordicesima come alla Mondial? Alla stessa Mondial non hanno bloccato l'erogazione dei minimi del contratto nazionale facendoli scattare l'anno prossimo perchè in crisi?”
Attraverso una rappresentanza vera e la partecipazione alle decisioni dei lavoratori, le scelte condivise hanno più forza. Lo è stato per il caso Kme, dove l'accordo con l'azienda per salvare 95 posti di lavoro, rinunciando però ai premi, è stato votato con referendum; lo è stato nel caso della Bundy, l'azienda salvata da una possibile chiusura grazie all'unità e alla determinazione dei lavoratori.
Inevitabile chiedersi quale sia lo stato di salute del settore metalmeccanico in provincia: “stiamo perdendo pezzi importanti – dice Oliaro – basti pensare al settore della grafica e del freddo a Casale, l'orafo a Valenza, il siderurgico a Novi. Solo nel distretto Valenza – Casale sono 10 mila persone iscritte nei centri per l'impiego. Quasi tutte le aziende usufruiscono di ammortizzatori sociali, come cassa integrazione o contratti di solidarietà, senza parlare dei casi eclatanti. Non si tratta di una crisi solo nostra, ma di una crisi strutturale, della siderurgia italiana”.
Che fare allora? “Occorre ripensare a cosa si produce, perchè si produce e soprattutto come si produce. Sono queste le domande che la nostra classe dirigente deve porsi se vuole evitare la desertificazione industriale nel nostro Paese nel giro di pochissimo tempo. Non si capisce perchè non riusciamo ad ottimizzare e soprattutto spendere le risorse che arrivano dall'Europa. E, quando ci riusciamo, riceviamo soldi per progetti vecchi che non si sposano più con la realtà economica”. Il riferimento al Terzo Valico dei Giovi, non è casuale: “opera inutile e dannosa per i lavoratori che la dovrebbero realizzare ma anche per le popolazioni di quei territori interessati all'opera stessa”
28/02/2014
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus



Intervista a Marco Lodola e Giovanna Fra all'inaugurazione della loro mostra "Se Stasera Siamo Qui"
Intervista a Marco Lodola e Giovanna Fra all'inaugurazione della loro mostra "Se Stasera Siamo Qui"
Red Ronnie alla presentazione della mostra di Marco Lodola e Giovanna Fra
Red Ronnie alla presentazione della mostra di Marco Lodola e Giovanna Fra
Red Ronnie alla presentazione della mostra di Marco Lodola e Giovanna Fra
Red Ronnie alla presentazione della mostra di Marco Lodola e Giovanna Fra
Tony Coleman & Henry Carpaneto 5tet al Cinema Teatro Macallè  "Movie Blues"
Tony Coleman & Henry Carpaneto 5tet al Cinema Teatro Macallè "Movie Blues"
Incendio a Mandrogne
Incendio a Mandrogne
Sentiero 748: il percorso ad anello sulle cime di Mombello
Sentiero 748: il percorso ad anello sulle cime di Mombello