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Speciale lavoro

Infortuni e malattie? Spesso i lavoratori non sanno cosa rischiano

La Camera del Lavoro della Cgil di Alessandria annuncia l’avvio di un’indagine a 360 gradi sulla sicurezza in ambito lavorativo, da svolgere grazie al supporto di un team di ricercatori dell’Università Amedeo Avogadro. La presentazione dei risultati entro la primavera del 2015
SPECIALE LAVORO - Il lavoro oggi non solo è sempre meno una certezza nelle nostre vite, ma sempre più spesso rischia di diventare, per chi ancora ha la fortuna di averne uno, fonte di rischio personale. La Camera del Lavoro della Cgil ha così deciso di incaricare il Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università Amedeo Avogadro di Alessandria di effettuare un’indagine ad ampio spettro in tema di sicurezza sul lavoro

Spiega Silvana Tiberti, Segretario provinciale della Cgil: “la salute e la sicurezza, anche sul posto di lavoro, sono un fatto di civiltà. La crisi contribuisce sempre più, in provincia come altrove, ad aggravare i rischi di infortuni, ma a preoccupare sono anche le malattie professionali. Secondo i dati Inail i danni economici per l’Italia sono pari a 45 miliardi di euro l’anno, cioè ben 3,2 punti percentuali del Pil. Spesso, quando si parla di malattie sul lavoro, ci si dimentica poi che il totale delle denunce che arrivano all’Inail è ben al di sotto del 20% del totale dei fenomeni reali. Le malattie e i tumori non riconosciuti come provenienti da cause professionali vanno a carico di due soggetti: la sanità pubblica e il lavoratore che ne viene colpito”.

Secondo i dati presentati dalla Camera del Lavoro l’Inail è custode di un “tesoretto” di circa 20 miliardi di euro e, sottolinea Silvana Tiberti: “se le cose funzionassero bene si potrebbe fare molto di più per i lavoratori. Negli ultimi 3 anni le malattie professionali rilevate in provincia sono state circa 600, mentre gli infortuni negli ultimi 5 anni sono stati circa 34 mila, dei quali 36 purtroppo mortali. La nostra situazione è ormai quella di una ‘drammatica normalità’. Quando i dati sembrano migliorare, come nel caso del numero di incidenti negli anni, bisogna stare attenti a non lasciarsi ingannare. Spesso dietro c’è il calo generale del lavoro, oppure il crescente ricatto nei confronti dei lavoratori perché non denuncino eventuali incidenti”.

La normativa c’è ed è piuttosto avanzata - ha concluso il Segretario Provinciale della Cgil - ma la nostra impressione è che troppo spesso non venga applicata. Si fa un’enorme fatica a fare rete fra i soggetti interessati, a mettere in comune i dati raccolti, a valorizzare le figure professionali che dovrebbero vigilare sulla sicurezza in ambito lavorativo. Vedremo, grazie a questa ricerca che affidiamo all’Università, cioè a un ente terzo di comprovata qualità, se le nostre preoccupazioni siano o meno fondate. Ci aspettiamo un’indagine a 360 gradi che non dimentichi nessun aspetto, compresi gli elementi migliorativi rispetto a quanto possono fare gli stessi sindacati. Non dimentichiamo però che si sono grandi aziende del nostro territorio che presentano un tasso di incidenti pari a zero, ottenendo così i benefici previsti dalla legge in premio, ma si tratta di dati falsati. Il fatto che i medici che debbono vigilare sugli infortuni interne alle aziende siano dipendenti delle aziende stesse è un evidente problema".  

Salvatore Rizzello, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, Economiche e Sociali, che guiderà il team di ricercatori a cui è affidata la ricerca, commenta: “siamo riconoscenti per l’importante attestazione di stima che l’affidamento di questa ricerca comporta, e speriamo entro il 2015 di poter presentare i risultati. Il nostro obiettivo è quello di affrontare il tema in maniera interdisciplinare, integrando diversi approcci e arrivando a comporre un quadro sia quantitativo che qualitativo del fenomeno. La prima parte della ricerca censirà la situazione nelle aziende delle provincia, mentre la seconda indagherà le cause dei fenomeni legati agli infortuni e alle malattie sul lavoro, non solo tenendo conto della reale incidenza ma anche della percezione che i lavoratori stessi hanno. Speriamo di giungere fino all'elaborazione di alcune proposte concrete di interventi migliorativi. L’ipotesi del sindacato è quella che i lavoratori spesso non abbiano ben chiari i rischi che corrono e cercheremo di verificare anche questo aspetto”.
19/02/2014
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