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Gig Economy: come reagire di fronte al mondo del lavoro che cambia

Che cosa si intende per Gig Economy, quindi economia dei nuovi lavoretti on-demand, e come affrontare questo mondo del lavoro che cambia da parte di chi ha il ruolo di “difesa” dei lavoratori, cioè il sindacato. A fare un quadro della situazione sono il Segretario Confederale nazionale Uil, Guglielmo Loy e il Segretario Generale della Uil Piemonte, Gianni Cortese
 UIL INFORMA - “Cambia la vita delle persone, il modo di produrre e il rapporto con il consumatore”. Questa è la prima conseguenza della Gig Economy. Che cos'é? “E' quella che è sempre esistita, l'economia dei lavoretti” come ha spiegato nel convegno organizzato dalla Uil di Alessandria, il segretario nazionale Guglielmo Loy. “Solo che una volta erano forme di integrazione al reddito principale, o erano i lavori stagionali svolti dai giovani studenti. Oggi il lavoretto è diventata la regola, che non ha però le condizioni minime salariali garantite”. Lavoro che si cerca e si trova non più attraverso i canali tradizionali, ma “on demand” come ha aggiunto il segretario generale Uil Piemonte, Gianni Cortese. Quindi cliccando su portali, piattaforme e app e venendo pagati in base a quante volte si inseriscono dati. “Questa è e deve essere vista come un'opportunità in un mondo del lavoro che cambia – come ha ricordato Loy – perché promuove nuove micro-imprese, le cosiddette start up. Ma allo stesso tempo va affrontata, compresa e normata. Come sindacato dobbiamo essere capaci di osservare e capire che le attuali regole (quelle dei lavori subordinati) non sono valide per questo mondo e che vanno quindi cambiate e adattate”.

L'esempio più eclatante a livello Regionale è quello di Foodora, come ha spiegato Cortese. “Iniziano ad esserci i primi pronunciamenti che con sentenze riconosce qualche diritto anche nel nuovo mondo dei lavoretti. Ma le grosse questioni, quelle che anche il sindacato deve affrontare, sono due. Da un lato che si opera fuori dai contratti nazionali del lavoro e dall'altro che non è chiara la natura giuridica del rapporto, se si tratta di lavoro autonomo o dipendente”. E' un campo minato, soprattutto per l'avanzare delle nuove tecnologie, ma è anche un settore dove è necessario mettere mano: “non è più accettabile, soprattutto dal sindacato, che una persona che dà disponibilità per 30 ore settimanali venga pagato 250 euro” conclude Cortese, segretario generale Uil Piemonte.
27/04/2017
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