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Bosco Marengo

Fabbricazioni Nucleari, ferie forzate per i ricercatori

Ancora lontana una soluzione per i tredici dipendenti di Fabbricazioni Nucleari, ora messi in “ferie forzate” fino al 3 giugno. E da due settimane sono ancora senza energia elettrica. I sindacati: “manca anche un interlocutore con cui dialogare”
BOSCO MARENGO - Hanno lavorato anche se era stata tolta l'acqua corrente, ma senza elettricità proprio non si può. Da due settimane la società fornitrice dell'energia elettrica ha interrotto l'erogazione nel sito di Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo. “E' impossibile svolgere qualunque attività”, dicono i lavoratori. Tuttavia, sul luogo di lavoro, ci sono andati ugualmente, cercando di portare avanti quel che era possibile. Fino a quando l'azienda non ha deciso di mettere i 13 dipendenti, ricercatori e lavoratori specializzati, in ferie forzate, fino al 3 giugno.
Le ultime vicende societarie non lasciano molto spazio all'ottimismo: dopo le dimissioni del presidente e amministratore delegato, accolte dall'assemblea dei soci (Fn è una partecipata di Enea al 98%) si era fatta strada l'ipotesi di un commissariamento. Ma qualche giorno dopo sarebbe stata fatta marcia indietro: il commissariamento avrebbe comportato la messa in liquidazione di Fabbricazioni Nucleari e la chiusura delle linee di credito. L'altro giorno, in sede ministeriale, ci sarebbe stata una riunione per individuare un nuovo amministratore delegato. L'impressione di lavoratori e dei sindacati che li rappresentano è che si stia temporeggiando.
“Noi non sappiamo più francamente cosa fare. Manca un interlocutore. Ogni volta che l'azienda sembra imboccare una strada, il giorno dopo ne percorre un'altra”, dicono i sindacati.
Il lavoro sembrerebbe non mancare. Ci sono alcune commesse che potrebbero essere portate avanti, “ma in queste condizioni non è possibile”, sottolineano i ricercatori.
Nelle scorse settimane, in concomitanza con le dimissioni dell'amministratore delegato, avevano osservato alcune giornate di sciopero ed organizzato un volantinaggio davanti al sito di Saluggia, dove c'è il rischio che i 13 ricercatori vengano dislocati in caso di chiusura del sito di Bosco Marengo.
Ad operare e presidiare il sito di Bosco resterebbe solo Sogin che sta completando la dismissione degli ex impianti nucleari, quasi completata.
26/05/2014
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