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Provincia

Energia e Territorio addio. Riscossione multe e dipendenti al Csi?

La Provincia avrebbe individuato il percorso per la liquidazione della partecipata Energia e Territorio: i 13 dipendenti passeranno a tempo determinato al Csi Piemonte al quale viene affidato il servizio di riscossione delle multe. Critici i sindacati "l'ipotesi saltata mentre era ancora aperto il tavolo. Nessuna garanzia scritta"
PROVINCIA – Confluiranno nel grande contenitore del Csi Piemonte, ente strumentale della pubblica amministrazione regionale in campo informatico e telematico, i 13 dipendenti in forza ad Energia e Territorio, la partecipata della Provincia di Alessandria in via di liquidazione. Sarebbe questo “il percorso che abbiamo individuato anche se restano ancora alcuni aspetti da chiarire”, spiega il vicepresidente della Provincia e assessore al bilancio Gianfranco Comaschi. E' però una corsa contro il tempo: il 24 giugno decade il consiglio provinciale - anche se resterà in carico la Giunta per traghettare l'ente verso la nuova forma istituzionale dettata dalla legge Del Rio – e il 30 giugno scadrà la cassa integrazione in deroga della quale stanno al momento beneficiando i dipendenti di ET. Secondo Filcams Cgil, però, l'ipotesi sarebbe già saltata, mentre erano ancora in corso le trattative. "Abbiamo chiesto la sottoscrizione di una lettera di impegno da parte della Provincia che, però, non è avvenuta - dice Mario Galati di Filcams Cgil - Se il passaggio dovesse avvenire, sarà a gennaio 2015, mentre inizialmente si parlava di giugno". Il 30 giugno, però, scadrà la cassa integrazione e i lavoratori rischiano di restare per sei mesi senza collocazione (e senza stipendio). “Purtroppo non è possibile un passaggio diretto da Et al Csi dei dipendenti. Ma anche questo è un aspetto che stiamo cercando di approfondire”, aggiunge Comaschi. 
Oltre ad assorbire i dipendenti, con un contratto a tempo determinato, quindi a termine, a partire da gennaio, il Csi prenderà in carico anche il servizio di riscossione delle multe elevate per l'infrazione dei limiti di velocità registrate dagli autovelox sulle strade provinciali.
Vedono pochi margini di manovra i sindacati, che ricostruiscono gli ultimi mesi della vertenza : “Dopo l’ ennesimo incontro per trovare una soluzione di prospettiva per le lavoratrici e lavoratori di ET partecipata della Provincia di Alessandria, si è giunti purtroppo all’epilogo finale. In questi ultimi anni il sindacato ha lavorato per rendere più efficiente la società in modo da evitare le perdite, ed in ultima istanza tutte le soluzioni per la salvezza della società medesima, promuovendo tavoli di trattativa, siglando accordi come il contratto di solidarietà, che hanno tutelato da una parte le maestranze, e dall’altra hanno dato possibilità reale di continuare nella sopravvivenza, con il contributo quasi esclusivo delle lavoratrici e lavoratori, che hanno accettato di lavorare in condizioni disagiate ed economicamente inferiori, svolgendo mansioni diverse rispetto anche alle professionalità come ad esempio la gestione quotidiana del museo di Marengo. La mancata volontà politica della provincia – aggiunge Galati per la Filcams Cgil - di rilanciare la società, che ha al suo interno alte professionalità, che se valorizzate potevano in prospettiva avere possibilità reali di concorrere al riequilibrio economico della società stessa, ha portato una volta esaurito il primo anno del contratto di solidarietà a comunicare la futura messa in liquidazione , cosa poi avvenuta successivamente con la nomina del liquidatore”.
Sono quindi partiti i tavoli di confronto, “sollecitati dai sindacati”, alla ricerca di tutte le soluzioni per tutelare le maestranze impiegate: è emersa quindi la proposta di affidare in via sperimentale il servizio della riscossione delle sanzioni provenienti da autovelox al Csi da luglio 2014.
“Purtroppo è stata data comunicazione che il progetto non era più attuabile per i tagli alle province, cosa peraltro già prevista e messa in evidenza dal sindacato mentre erano in svolgimento i tavoli”. Secondo Filcams Cgil, “Ad oggi, l’unica tutela che hanno lavoratrici e lavoratori è l’accordo di CIG in deroga sottoscritta con il liquidatore fino al 30 giugno, e non certo quelle sbandierate precedentemente da chi ha la responsabilità di aver portato l’ azienda in questa situazione con scelte spesso discutibili.”
Conferma invece Comaschi: “Stiamo andando nella direzione di un passaggio al Csi, superando le varie difficoltà”.
23/05/2014
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