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Terruggia

Dall'alessandrino la petizione "Si Vax" contro l'autocertificazione dell'obbligo vaccinale

Tutto parte da un paese del casalese, Terruggia: è la famiglia di Viola ad aver fatto partire una petizione che ha portato ad una raccolta che ha superato in pochi giorni le 200 mila firme. La petizione Si Vax lanciata da Roberta Amatelli, insieme a un gruppo di altre mamme di bambini immunodepressi a seguito di un trapianto di fegato vuole portare la questione dell'autocertificazione dell'obbligo vaccinale a livello nazionale
 TERRUGGIA - Roberta Amatelli e suo marito, insieme ad un gruppo di altre mamme ha deciso di far sentire la propria voce, partendo da un paese della provincia alessandrina, Terruggia, per portare la battaglia "Si Vax" fuori dai confini, in Italia. Tutto a difesa della propria figlia, Viola, e di tutti i bambini immunodepressi che come lei hanno subito un trapianto di fegato a pochi mesi di vita e che oggi è a forte rischio con la decisione dell'obbligo flessibile per quanto riguarda l'autocertificazione vaccinale a settembre, all'inizio cioè del nuovo anno scolastico.

Quello che per tutti i bambini dovrebbe essere la normalità, frequentare una scuola, stare con i propri compagni, rischia di mettere in serio pericolo la vita. La bambina, quando aveva solo otto mesi, è stata infatti sottoposta a un trapianto di fegato. Nonostante Viola ora stia fortunatamente bene, il suo livello di difese immunitarie è molto basso “anche per questo non può attualmente venire protetta da morbillo, rosolia e varicella“.

Così Roberta ha deciso di lanciare una petizione su Change.Org, "Si Vax" che in pochissimo tempo ha superato le 200 mila firme. L'idea era quella di far sentire la propria voce, non ristretta nei confini alessandrini, ma coinvolgendo tutta Italia. Magari sperando anche in qualche riscontro dalle istituzioni....al momento silenti.

“Si vuole veramente giocare con la pelle dei nostri bambini? Noi non ci stiamo e non lo permetteremo mai! - si legge nel testo della petizione - I nostri bambini, tutti i bambini, hanno diritto a una protezione che un’autocertificazione non offre, perché non esiste nessuna garanzia di controllo, perché non è previsto un termine certo e a scuola si può entrare anche senza, perché le conseguenze di un abuso di questo strumento non sarebbero limitate a chi lo commette e ricadrebbero sugli altri, proprio sui più fragili”.
14/08/2018
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