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Casale Monferrato

“Tartassati di chiamate dopo la notizia del resort fantasma, ma non siamo noi”

Ad essere incappato nell'equivoco è il “Monferrato Resort” di Cereseto che dopo la notizia dell'operazione della Guardia di Finanza di Casale Monferrato di una location “fantasma” che ha evaso il fisco per 1 milione di euro, è stato subissato di telefonate da clienti e coppie di sposi preoccupati. L'indagine partita dall'insegna del B&B
 CASALE MONFERRATO - “Dall'uscita della notizia sugli organi di stampa non facciamo che ricevere telefonate di clienti preoccupati, di coppie di sposi che chiedono conferme e che vogliono spiegazioni. Ma non siamo noi il resort evasore”. A dirsi estranea alla notizia di un'operazione della Guardia di Finanza di Casale Monferrato che ha scovato una location per cerimonie tra le colline del Monferrato “fantasma” evasore del fisco per 1 milione di euro, è la proprietà del “Monferrato Resort” di Cereseto. Che è incappata in un qui pro quo con la parola resort. Nel caso del “Monferrato Resort” la parola è nel marchio (e anche nella ragione sociale) mentre in quello segnalato dalle Fiamme Gialle è usato in modo generico per indicare una tipologia di location destinata a matrimoni e cerimonie. Anche la “posizione geografica” non è stata di aiuto, visto che si tratta delle colline del Monferrato, al confine con la provincia di Asti.

Nonostante le bocche cucite sul nome della struttura “fantasma” e sulla sua collocazione precisa sul territorio (per obblighi di tutela), a dare conferma dell'estraneità ai fatti del “Monferrato Resort” di Cereseto è il comandante della Guardia di Finanza di Casale Monferrato, capitano Francesca Ferruggia che ha seguito le operazioni sin dall'inizio. Perché la struttura “fantasma” per il fisco è stata oggetto di investigazione per lungo tempo. “Ci si è arrivati per una serie di informazioni incrociate. Tutto è nato dal lavoro di pattugliamento sul territorio del 117 che ha verificato che l'insegna della struttura denunciata all'Agenzia delle Entrate non esisteva, non era registrata da nessuna parte. Così come per la proprietà ovvero non esisteva contratto di affitto con gestione ad altri”.

Così le Fiamme Gialle venute a sapere di un matrimonio nel luglio 2016, sono intervenute in sopralluogo il giorno dopo la cerimonia, iniziando a controllare tutti i registri contabili e scoprendo che la struttura era registrata anche come B&B. “Ma che non aveva mai comunicato i nominativi di chi vi soggiornava in bed&breakfast come è d'obbligo secondo il testo unico di pubblica sicurezza – spiega il comandante Ferruggia – e che non aveva nemmeno la partita Iva”. Così a fine verifiche tutti gli atti sono stati trasmessi all’Agenzia delle Entrate per il recupero dei tributi evasi e per le conseguenti sanzioni, mentre il proprietario dell’immobile è stato deferito all'Autorità Giudiziaria per le violazioni fiscali e in materia di pubblica sicurezza (per omissione delle persone alloggiate).
22/06/2017
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