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Casale Monferrato

I vincitori del premio Vivaio Eternot, l'Oscar della lotta all’amianto

La premiazione avverrà sabato 28 aprile al Teatro Municipale in occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto
CASALE MONFERRATO - Rosy Battaglia, Gloria Puccetti, Giampaolo Lilliu, Annamaria Fugini, Agostino Giusto, il Centro Documentazione “Marco Vettori”, Daniele Manetti, Marco Balestra e Alba Tacchino: sono loro i vincitori della seconda edizione del premio Vivaio Eternot, assegnato dal Comune e riservato a tutti coloro che si siano distinti per l’impegno profuso nella cura, la ricerca, la diffusione dell’informazione, in importanti e significative azioni di bonifica, nelle battaglie sociali e legali legate ai danni causati dall’amianto. La premiazione avverrà sabato 28 aprile al Teatro Municipale in occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto.

A tutti i vincitori sarà consegnata una pianta prodotta all’interno del Vivaio Eternot, monumento vivo e partecipato del Parco Eternot (situato dove un tempo sorgeva la fabbrica Eternit) realizzato dall’artista Gea Casolaro (che presenzierà alla cerimonia) e composto da decine di vasi di Davidia Involucrata, anche detta “albero dei fazzoletti”. Piante che rappresentano la lotta che il territorio casalese ha realizzato negli anni e che continuerà a portare avanti in tema di amianto: ora le piantine-premio sono pronte a volare lontano per sviluppare profonde radici di giustizia.

A decidere chi meritasse la pianta di Davidia è stato il comitato organizzatore composto dal sindaco Titti Palazzetti, dal presidente di Afeva Giuliana Busto e Gea Casolaro (membri fissi) e da componenti invitati annualmente. Per dare un segno di continuità con la prima edizione del riconoscimento, hanno fatto parte del comitato di quest’anno alcuni dei vincitori del Premio Vivaio Eternot 2018 oltre a professionisti del settore bonifica, ricerca e assistenza sanitaria. Fanno parte del comitato 2018 l’assessore all’ambiente Cristina Fava, l’oncologa e Cavaliere della Repubblica Daniela Degiovanni (vincitrice del premio nel 2017), il presidente del Comitato Scientifico del centro interdipartimentale Scansetti dell’Università di Torino Bice Fubini, Paolo Bevilacqua e Luca Mascini degli Assalti Frontali (vincitori nel 2017), il regista Francesco Ghiaccio (vincitore 2017), il giornalista Stefano Cosma (vincitore 2017) e la referente progettuale di “Costruire sul passato i progetti per il futuro” relativo alla miniera di Balangero e Corio Paola Pregnolato.
Alla cerimonia del 28 aprile parteciperanno tutti i premiati e buona parte dei membri del comitato organizzatore.

Vivaio Eternot: chi sono i premiati e perché

Rosy Battaglia
Giornalista d’inchiesta freelance, da sempre vicina ai temi ambientali e alla lotta amianto di tutto il territorio del Monferrato, presidente e ideatrice di Cittadini Reattivi, progetto di crowdsourcing journalism su salute, ambiente e legalità, nel 2017 ha dato vita al progetto culturale sulla resilienza e sulla sostenibilità ambientale Storie Resilienti per la produzione di due documentari. Il primo, La Rivincita di Casale Monferrato per il quale ha curato riprese e regia, è stato presentato nel mese di febbraio e verrà proiettato nella mattinata del 28 aprile.

Gloria Puccetti
Di Viareggio, dopo la morte del figlio di 23 anni a causa di un incendio sul lavoro, fonda l’associazione “Matteo Valenti” in suo ricordo e attraverso la quale sensibilizza su salute e sicurezza degli ambienti di lavoro e di vita coinvolgendo scuole, Istituzioni e cittadini. Da 5 anni organizza iniziative per affrontare il rischio amianto e le bonifiche; propone e ottiene così un servizio comunale di raccolta gratuita delle piccole quantità di coperture e materiali contenenti amianto. Collabora da subito con Afeva e presiede il coordinamento nazionale “Noi non dimentichiamo”, rete di associazioni di familiari delle più grandi stragi italiane.

Giampaolo Lilliu
DiOristano, ex operaio Sardit e oggi presidente della sezione provinciale dell’Associazione ex Esposti Amianto, da anni combatte perché il suo territorio venga risanato dall’amianto e affinché quello di Oristano diventi Sito di Interesse Nazionale per le bonifiche con due stabilimenti che, a poca distanza l’uno dall’altro, trasformavano l’asbesto: la Sardit e la Ce.Ma.

Annamaria Fugini
Grazie alla sua tenacia e a un percorso intrapreso nel 2012, a Broni in Provincia di Pavia è stata effettuata la prima bonifica del polverino e, finalmente, il problema dell’amianto è stato messo all’ordine del giorno anche grazie all’apertura di uno sportello dedicato. La prima bonifica si è effettuata in una strada privata in cui una delle proprietà è riconducibile proprio alla Fugini che ne è stata promotrice nell’indifferenza del vicinato, con il quale ad oggi è in corso una causa civile.

Agostino Giusto
Tra i padri della celebre manifestazione florovivaistica Coniolo Fiori, ha pensato di proporre e realizzare con il noto vivaista pistoiese Barni una rosa per le vittime dell’amianto. La rosa è stata chiamata Eos (Aurora) per dare un’idea forte di futuro e positività. Per ogni esemplare venduto 1 euro è devoluto alla ricerca di una cura per il mesotelioma; Agostino continua ad adoperarsi per diffonderla in varie manifestazioni di settore parlando del Monferrato e della lotta all’amianto.

Centro Documentazione Amianto e Malattie Correlate “Marco Vettori”
Nato nel 2013 grazie al lascito archivistico di Marco Vettori, politico, ex operaio e sindacalista di Breda Ferroviaria, impegnato nel riconoscimento dell’esposizione all’amianto e deceduto per una patologia amianto-correlata a 59 anni, il Centro svolge intensa attività di documentazione ed informazione sui temi legati all'amianto organizzando numerosi incontri, convegni, corsi. Gestisce un archivio contenente circa 40.000 pagine di documenti e articoli scientifici e si autofinanzia con donazioni spontanee e con iniziative di fundraising. Dal 2017, grazie al suo archivio elettronico, è stato designato ufficialmente dalla Regione Toscana come Centro di Riferimento per la Documentazione sull'amianto.

Daniele Manetti
Dopo 30 anni nelle officine Breda di Pistoia ha contratto una malattia asbesto-correlata e di asbestosi sono morti suo padre e tanti compagni di lavoro. Da questa esperienza è nato il suo impegno nella lotta all’amianto che, tra istituzioni e associazionismo in difesa dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori, ha portato all’apertura dello Sportello Amianto nella sede di Anmil Pistoia, un punto informativo dove lavoratori ex esposti all’amianto e cittadini potranno presentarsi per avere informazioni ma anche consulenze tecniche, legali e previdenziali.

Marco Balestra
Di Ozzano Monferrato, giovane videomaker, presta la sua opera sia professionale che volontaristica alla lotta all’amianto collaborando con profitto e passione con Afeva. Sta inoltre lavorando al video promozionale per l’Ufim. A tema amianto ha realizzato Attese nel 2016, Amianto, una storia ancora da raccontare nel 2017. A lui si deve inoltre il montaggio del documentario La Rivincita di Casale Monferrato, presentato nel mese di febbraio e che verrà proiettato anche nella mattinata del 28 aprile.

Alba Tacchino
Ex dipendente della Sia di Grugliasco, dove si calcola che il 29% dei lavoratori sia scomparso a causa dell’amianto, dopo aver scoperto di essersi ammalata di asbestosi ha continuato a lavorarci fino al 1987. Con la nascita dell’Associazione Esposti Amianto, Alba si è fatta portavoce delle istanze degli ex lavoratori. Negli ultimi anni si è distinta per aver portato nelle scuole del torinese la sua testimonianza, sensibilizzando sui temi dell’educazione ambientale e alla salute.
25/04/2018
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