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Opinioni

“Questo è il mio anno!”

Annaspare, muoversi con affanno, ciò che vorremmo in realtà evitare, motivazione portante il ritrovarci ogni inizio anno a stilare l’elenco degli obiettivi e dei cosiddetti buoni propositi, con tanto di scadenze, una sorta di tabella di marcia che tende poi a diventare una copertina di Linus che ci accompagna almeno per alcuni mesi...
OPINIONI - “Questo è il mio anno” dichiara a gran voce Lucy, uno dei personaggi dei Peanuts facendo eco al pensiero che credo molti di noi abbiano fatto giusto una settimana fa. E tra gli stessi fumetti, anche Piperita Patty che dice: “gli anni sono come piscine, saltiamo dentro da una parte e poi annaspiamo finché non arriviamo dalla parte opposta”. Annaspare, muoversi con affanno, ciò che vorremmo in realtà evitare, motivazione portante il ritrovarci ogni inizio anno a stilare l’elenco degli obiettivi e dei cosiddetti buoni propositi, con tanto di scadenze, una sorta di tabella di marcia che, giusto per rimanere in tema, tende poi a diventare una copertina di Linus che ci accompagna almeno per alcuni mesi, ossia fino a quando cadiamo inevitabilmente preda del “non riesco”, “non ho tempo”, “la prossima volta”, “forse non era così importante” ecc.

Ma trascinando di anno in anno queste ambizioni, siano esse concrete e materiali o legate ad aspetti di personalità, ogni volta appaiono sempre più impossibili e maggiore è la frustrazione che ne consegue. Ora, a partire dal dato incontrovertibile che li esprimiamo sempre e comunque, esiste una ricetta per proteggerci dai rischi connessi alla loro mancata realizzazione? La risposta è sì. Quindi, prepariamoci con un breve briefing che ci accompagni ad immergerci in questa piscina del 2017, in cui la visibilità è ancora scarsa ma nella quale potremo imparare a muoverci ancorandoci a due punti di riferimento solo apparentemente distanti: il buddismo e la psicologia.

Entrambi attribuiscono centralità all’insieme mente e corpo, considerando questo connubio come l’unica chiave interpretativa possibile dell’esistenza umana, quindi ammonendoci che, di qualsiasi natura siano i nostri desideri, propositi ecc., qualunque siano i nostri obiettivi, essi necessiteranno sempre dell’unione e del dialogo tra queste due parti. Il buddismo vuole accompagnare l’uomo a scoprire come combattere e superare le sofferenze e vivere così un’esistenza realizzata e felice. Per parte sua, la psicologia studia il comportamento e la mente al fine, attraverso la psicoterapia, di aiutare l’uomo a raggiungere il maggior benessere possibile.

A conti fatti, il fine è lo stesso e parte dal considerare la centralità dell’essere umano, in interazione continua con l’ambiente, responsabile della propria vita e perciò principale agente di cambiamento. Da qui l’invito ad essere determinati, a procedere per piccoli obiettivi, commisurati alla nostra capacità/possibilità di realizzarli, non lasciandoci scoraggiare da eventi avversi e fallimenti, poiché anche questi ultimi sono fonte di apprendimento e di opportunità per migliorarsi e non arrendersi. Alla base la disponibilità a valorizzare ciò che abbiamo realizzato fino ad oggi, saper ascoltare ciò che si muove intorno a noi, le reazioni degli altri ai nostri comportamenti, i rimandi dei nostri cari, dedicando loro il giusto tempo. Infine, improvvisare di più, esercitarci al sorriso, anche se a volte amaro, e dormire a sufficienza, mangiare bene, fare sport, goderci il tempo libero poiché le endorfine aiutano ad innalzare il tono dell’umore. E ogni giorno fare qualcosa che piace, anche solo per cinque minuti... l’importante è che quel qualcosa non contrasti con tutto il resto!
7/01/2017
Daria Ubaldeschi - redazione@alessandrianews.it
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