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Mondo

Per Fabio Lavagno quattro mesi a Taiwan dopo l'esperienza in Parlamento

Il monferrino già deputato sta per tornare dopo una borsa di studio per perfezionare il cinese. "Colpisce la democrazia moderna e lo studio a cui si dà molta importanza per emergere con merito", un aspetto che gli italiani, al contrario, dovrebbero copiare
 TAIPEI - “E’ stata la conversazione in italiano più lunga che ho sostenuto negli ultimi quattro mesi”, Fabio Lavagno scherza al telefono, collegato dalla città in cui vive – da universitario – da quattro mesi. Si trova a Taipei, sette ore di fuso orario da Casale. Ora è quasi pronto per fare le valigie e tornare nel Monferrato a riabbracciare moglie e figlia. Passati gli ‘anta’ e passata l’esperienza del Parlamento, Lavagno ha ottenuto una borsa di studio per perfezionare la lingua cinese. Così è volato a Taiwan per avvicinarsi ad un mondo che, alla fine, noi Occidentali conosciamo ben poco. Lavagno nel 2013 viene era stato eletto alla Camera da capolista di Sinistra Ecologia Libertà nel collegio del Piemonte II. Lavora prevalentemente nella Commissione Finanze e in quella sul Caso Moro, su cui ha scritto anche un libro. Nel 2014 lascia Vendola per il PD.
Nell'era del governo del cambiamento non è stato più eletto, così in questi mesi si è dedicato a perfezionare un idioma già famigliare quando si era laureato.

Tra una lezione, un esame e qualche giro turistico, l'ex deputato continua ad informarsi di ciò che accade in Italia e nel suo territorio, sottolineando inevitabilmente differenze e luoghi comuni. "Taiwan è un paese moderno, una democrazia avanzata permeata dalla tradizione millenaria del confucianesimo: C'è molta più tolleranza che in Occidente, sia sessuale sia religiosa".

Grazie anche al pragmatismo che contraddistingue tutti i popoli del Far East, Taiwan ha avuto negli ultimi vent'anni un grande sviluppo, senza mai perdere le proprie tradizioni: "Cultura ed istruzione sono gli unici veri ascensori sociali, in cui il merito conta eccome". Si studia molto di più (i test all'università sono settimanali") e la mole di ore farebbe impallidire anche un secchione occidentale". Manca forse un po' di creatività, di estro europeo, italico perfino. E come nel più azzeccato luogo comune, dell’Italia invidiano le bellezze artistiche ed architettoniche, il gusto nel cibo e nello stile in genere. Anche se forse non farebbero mai scambio di nazioni: “Sono molto orgogliosi della loro terra che considerano al centro di tutto. La vita europea, l’Europa in generale la considerano complicata”. L'Italia invece dovrebbe avere una visione meno provinciale, senza rinunciare alle proprie tradizioni.

Una volta in Italia, che succederà? "Non so che farò della mi avita”, confessa, “anche se la politica continua ad essere una passione”. Sempre nel Partito Democratico: “Perché, c’è altro nel centrosinistra?”.
 

2/12/2018
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