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Lu e Cuccaro

Lu e Cuccaro dicono 'Sì', ma restano le divisioni tra i paesi

Il totale dei voti ha premiato la fusione, ma a Cuccaro ha prevalso il 'No', con buona pace dei vantaggi economici e del senso di comunità più allargato. Il campanile ha resistito. La Regione probabilmente confermerà l'unione
LU E CUCCARO - Due paesi divisi, ma che si uniscono. Può sembrare un paradosso, è quello che sta succedendo nel Monferato casalese: due amministrazioni comunali decidono di fondersi per beneficiare di sgravi fiscali e soldi per dieci anni, ma dal referendum consultivo esce un risultato ambiguo, dalle tante interpretazioni. Niente di nuovo sotto il sole: anche tra Gavazzana e Cassano capitò lo stesso.

Domenica 11 novembre il Sì (fusione) ha vinto, con un 53,3% dei voti, sommati tra i due paesi. Ma letti separatamente, i luesi hanno dato il placet all’unione per il 61,6%, mentre a Cuccaro è stato l’esatto opposto: il No ha vinto con il 62% circa.
Si ripete dunque la sindrome del paese più piccolo che teme la ‘sparizione’ sulle cartine, ed è fisiologicamente più restio ai cambiamenti. “Sono felice per la vittoria del sì, complessivamente nei due comuni e a Lu in particolare” commenta il sindaco Michele Fontefrancesco. “Ora si apre una fase importante nei comuni e soprattutto in Regione per completare un processo di fusione in cui credo e in cui crede la maggioranza delle popolazioni”.

L’ultima decisiva parola spetta infatti al Consiglio Regionale che potrebbe tenere conto dei malumori di Cuccaro, o più probabilmente, tirare dritto e dare per buono il risultato finale, com’è accaduto per Gavazzana Cassano.

“Si apre per tutti un nuovo capitolo in cui tutti noi, Luesi e Cuccaresi, abbiamo il dovere di impegnarci per costruire un orizzonte positivo e abbiamo il categorico impegno di far si che tutti si sentano coinvolti in un progetto di futuro”, conclude Fontefrancesco, fervente sostenitore della fusione.

Fabio Bellinaso, il sindaco uscente di Cuccaro non è riuscito a convincere i suoi compaesani, ma resta comunque convinto di aver agito per il bene della comunità: “I critici ci rimproveravano di non aver preventivamente consultato il paese prima di intraprendere l’iter (peraltro non previsto dalle norme piemontesi) e che Cuccaro avrebbe perso di identità”, commenta, “Lo spirito di una fusione è quello di creare una comiunità nuova. Resto convinto dei vantaggi di una fusione volontaria prima che sopraggiunga quella obbligatoria per legge”.
14/11/2018
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