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Economia e lavoro

Le imprese giovanili crescono, ma poco

Quelle sotto i 35 anni salvano il bilancio anagrafico del Registro delle Camere di Commercio, ma non lo fanno in modo omogeneo e il territorio regionale registra differenze anche significative con Alessandria meno vitale rispetto a Novara
ECONOMIA E LAVORO - Le imprese giovanili, quelle sotto i 35 anni, salvano il bilancio anagrafico del Registro delle Camere di Commercio e crescono. Ma non lo fanno in modo omogeneo e il territorio regionale registra differenze anche significative, con la provincia di Alessandria che si dimostra sotto tono e più in ritardo di altre rispetto all'innovazione, anche anagrafica. Sono 42.237 le imprese giovanili registrate al 31 dicembre 2016 in Piemonte e rappresentano poco meno del dieci per cento delle aziende complessivamente registrate in regione, e il 32 per cento delle nuove attività. “Nel 23,6 per cento dei casi – si legge su una nota diffusa da UnionCamere Piemonte - sono guidate da stranieri e il 28,2 per cento è amministrato da giovani imprenditrici”.

In base ai dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi, l'anno scorso, a fronte della nascita di 8.478 imprese giovanili, quelle cessate sono state 4.085 (al netto delle cancellazioni d’ufficio). Il saldo è risultato, dunque, positivo per 4.393 unità. “Senza l’apporto delle aziende guidate da imprenditori under 35 – commenta Ferruccio Dardanello, presidente di UnionCamere Piemonte - lo stock delle imprese complessivamente registrate in regione avrebbe manifestato una perdita pari a 4.912 unità”. L’analisi territoriale rivela come l’imprenditoria giovanile assuma una rilevanza maggiore nei sistemi imprenditoriali di Novara (10,7 per cento) e Torino (10 per cento), mentre risulta meno diffusa ad a Alessandria (8,1 per cento) e a Biella (7,8 per cento).
Il saldo tra iscrizioni e cessazioni ha visto, nel 2016, chiudere con un 'rosso' di 615 imprese il dato relativo alle imprese non giovanili, mentre il bilancio di quelle con titolari al di sotto dei 35 anni è positivo per 333 unità. In quasi l'ottanta per cento dei casi la forma societaria è quella dell'impresa individuale, nel 9,9 per cento sono società di persone e nel 9,1 per cento dei casi sono società di capitali.

A livello nazionale, emerge come il Mezzogiorno evidenzi tradizionalmente una concentrazione di imprese giovanili superiore a quella delle altre aree. La Calabria risulta la realtà con la maggiore incidenza di aziende guidate da imprenditori under 35 sul totale delle imprese registrate nel territorio regionale (14,3 per cento), seguita dalla Campania (13,7 per cento), dalla Sicilia (13,1 per cento) e dalla Puglia (11,8 per cento). Il Piemonte, che si trova all’undicesimo posto, con un peso delle imprese giovanili sul totale delle imprese regionali pari al 9,6 per cento, ha perso una posizione rispetto al 2015, periodo in cui l’incidenza delle imprese under 35 era pari al 9,8 per cento. Il tessuto imprenditoriale piemontese, così come quello, nazionale è affetto dal cosiddetto nanismo imprenditoriale, essendo costituito in maggioranza da micro, piccole e medie imprese. Questo fenomeno è ancora più vero per le imprese giovanili, per le quali si registra un’incidenza elevatissima di micro imprese: nel 99 per cento dei casi le imprese guidate da under 35 hanno, infatti, meno di dieci addetti.
 
14/02/2017
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