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Provincia

I Marchesi del Monferrato: “Unesco, un traguardo”

Roberto Maestri: “il percorso è appena cominciato, prepariamoci a percorrerlo con rinnovato ottimismo, serietà e lontano dagli sterili campanilismi che, anche in un recente passato, hanno affossato molti tentativi volti a promuovere il turismo culturale”
PROVINCIA - È la prima area vitivinicola del mondo a ricevere il riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’umanità: Langhe, Roero e Monferrato da domenica scorsa appartengono all’elenco dei siti individuati dall’Unesco per la loro straordinaria valenza. Il riconoscimento è rivolto ai paesaggi vitivinicoli, che sono un sistema di vigne, cantine, cascine, ma anche castelli, torri, fortezze, ecologie del verde e della cultura. E di storia. A far da primo collante fra le zone che compongono questo patrimonio è proprio la storia, quella del Marchesato di Monferrato che nacque con Aleramo. Dalla storia e dalla sua evoluzione in termini di tutela dei “monumenti” dell’uomo e dell’ambiente deriva il riconoscimento.

“È un traguardo in cui credo fortemente da tempo – commenta Roberto Maestri, presidente del Circolo Culturale I Marchesi del Monferrato (nella foto) - Già nell’ottobre 2011 I Marchesi del Monferrato avevano collaborato attivamente alla giornata internazionale di studi Il Paesaggio storico e culturale del Monferrato, fortemente voluta dall’attuale presidente dell'Associazione dei Paesaggi Vitivinicoli Gianfranco Comaschi; una collaborazione confermata in occasione dell’incontro, tenutosi nel novembre 2013, ad Alba con l’attuale direttore Roberto Cerrato, occasione in cui I Marchesi erano entrati a far parte dei soci dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi vitivinicoli. Nel febbraio di quest’anno, presso la sede di Palazzo del Monferrato, i Marchesi del Monferrato hanno ricevuto il documento ufficiale di patrocinio che l’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli ha concesso alle attività del Circolo. Infine, lo scorso mese di Maggio, I Marchesi hanno organizzato, nella splendida cornice del castello di Grinzane Cavour, il convegno Dalla Signoria di Guglielmo VII ai nostri tempi. Il ritorno dei Marchesi di Monferrato nelle Langhe e nel Roero che ha illustrato il significato della storia del Monferrato nell’area del sito Unesco. Un lungo percorso condiviso con nostri diversi associati, in particolare Massimo Carcione e Cinzia Montagna; ma in questo momento non posso non ricordare un amico con cui ho condiviso un importante percorso: Raoul Molinari, presidente dell’Accademia Aleramica di Alba, che credette per primo in un altro Piemonte, un Piemonte aleramico”.

Maestri, che è anche vicepresidente del Club Unesco di Alessandria, sottolinea poi due annotazioni. La prima: proprio quest’anno, il Circolo Culturale celebra il suo decimo anno di vita e lo fa con una serie d’iniziative di approfondimento, studio e divulgazione che vedono nel Monferrato “storico”, comprendente la vasta area divenuta patrimonio dell’umanità, il protagonista assoluto. La seconda: da alcuni anni, il Circolo ha attivato una serie d’iniziative e collaborazioni tese a divulgare il Monferrato in chiave di promozione e comunicazione integrata, raccordando aspetti legati alla tradizione e alla cultura enogastronomica e alla visita dei luoghi. In altre parole, creando format di “racconto tangibile del territorio”. Il tutto anche in un’ottica di rapporti con Mantova, a sua volta Patrimonio Mondiale Unesco dal 2008, un legame basato sulla storia che unì le due aree dalla metà del ‘500 sino al 1708 sotto il dominio dei Gonzaga. “L’opportunità del riconoscimento Unesco – conclude Maestri - richiede attenzione e competenze: il percorso è appena cominciato, prepariamoci a percorrerlo con rinnovato ottimismo, serietà e lontano dagli sterili campanilismi che, anche in un recente passato, hanno affossato molti tentativi volti a promuovere il turismo culturale”.
27/06/2014
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