Alessandria

Riconoscimento mondiale alla tecnica alessandrina che aiuta il cuore

La Twist Techinque è stata pubblicata sulla rivista della Società mondiale dei Chirurghi cardiotoracici, dopo essere già stata premiata negli Stati Uniti. A praticarla, prima e unica al mondo dal 1996, è l’équipe del professor Mario Fabbrocini del Dipartimento Cardiovascolare “Centro Cuore” della Clinica Città di Alessandria
ALESSANDRIA - Una tecnica all’avanguardia per la ricostruzione del ventricolo sinistro del cuore in pazienti colpiti da aneurisma post-infarto, introdotta dal Centro Cuore della Clinica Città di Alessandria, è stata pubblicata sull'ultimo numero del World Society of CardioVascular and Thoracic Surgeons Journal, la rivista della Società mondiale dei Chirurghi cardiotoracici, dopo essere già stata premiata negli Stati Uniti. Si tratta della Twist Techinque (“twist” come il ballo), una procedura che restituisce la forma e il volume naturale al ventricolo sinistro, quello che fa circolare il sangue in tutto il corpo e, in più, ripristina il movimento fisiologico dell’apice cardiaco, aiutando il cuore a contrarsi correttamente. Con il vantaggio di registrare un basso rischio di mortalità e permettere un’eccellente sopravvivenza a lungo termine. A praticarla, prima e unica al mondo dal 1996, è l’équipe del professor Mario Fabbrocini, direttore del Dipartimento Cardiovascolare Centro Cuore della Clinica Città di Alessandria, che fa parte del Gruppo Policlinico di Monza.

“Abbiamo voluto chiamare questa tecnica – afferma Fabbrocini – 'twist' come il ballo: in condizioni fisiologiche, l’apice cardiaco infatti effettua una torsione antioraria, in senso contrario rispetto al resto del cuore. A differenza delle procedure già in uso, oltre al ripristino dei volumi e della geometria del ventricolo sinistro, questa tecnica chirurgica permette, quando possibile, di ripristinare la torsione antioraria dell'apice cardiaco, che diversamente viene persa se c'è l’apposizione di materiale protesico (patch) o una sutura lineare. Dopo 20 anni di utilizzo di questa tecnica abbiamo la possibilità di valutare i risultati: la mortalità legata all’intervento è limitata al 2,4% e la sopravvivenza a 13 anni è del 73%. In più, nell’88,9% dei casi, la procedura ha portato a un recupero della contrattilità dell’intero muscolo cardiaco”.

Questo perché, spiega Fabbrocini, per ricostruire l’apice si riutilizzano le fibre stesse del cuore del paziente. In particolare, durante l’intervento le pareti anteriore e laterale del cuore vengono riorientate in modo da ricomporre l’apice cardiaco, restituendogli il movimento di torsione che aggiunge ulteriore efficacia all'attività espulsiva del ventricolo sinistro.


Dal 1996 al 2015, la Twist Technique è stata eseguita su 265 pazienti colpiti, dopo un infarto, da una dilatazione dell’apice del ventricolo sinistro, ovvero l’aneurisma. Nel 2016 è iniziato il percorso per il riconoscimento della tecnica da parte della comunità scientifica internazionale. A settembre scorso un membro dell’équipe di Fabbrocini, il dottor Giuseppe Petrone, ha presentato la procedura al 26esimo Congresso cardiotoracico mondiale di Città del Capo, in Sudafrica, a cui hanno partecipato tre istituti clinici italiani. Il Centro Cuore della Clinica Città di Alessandria è stato invitato a esporre di nuovo la procedura a Chicago, al Summit mondiale delle Malattie cardiovascolari di ottobre. I chirurghi cardiotoracici da tutto il mondo che si sono riuniti l’8 e 9 dicembre a Philadelphia hanno poi premiato come migliore presentazione quella dedicata alla Twist Technique. È ora arrivato l’ultimo tassello per l’approvazione scientifica: l’intero articolo è stato pubblicato sulla rivista della Società mondiale dei Chirurghi cardiotoracici con il titolo The Twist Technique: an innovative surgical treatment to remodel the left ventricle apex in patients affected by ischemic cardiomyopathy.
13/09/2017
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