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Intercultura

Meu Brasil: tornano i racconti dei nostri ragazzi all'estero

Tornano le esperienze condivise di chi ha scelto di partire dalla nostro provincia con Intercultura per un periodo di studio e di vita all'estero. Oggi è la volta di Agnese e del suo anno da trascorrere in Brasile!
INTERCULTURA - 

Chi sceglierebbe di spezzare il corso della vita di tutti i giorni, con le proprie abitudini, la propria cultura, il proprio paese, per provare a diventare un po’ più cittadino del mondo? 

Oggi, dopo quasi quattro mesi da quando sono partita, posso dire che vale assolutamente la pena intraprendere questa sfida. C’è chi può considerarla una scelta quasi folle, e forse io stessa l’ho pensato appena messo piede fuori dall’aereo, alzando la testa e guardando per la prima volta il Brasile! Ho provato un mix di emozioni, tra eccitazione, paura, caldo, polvere e contrasti: mi è quasi mancato il terreno sotto i piedi insomma!
In realtà il terreno di cui sto parlando non manca affatto, è solamente diverso,e necessita di tempo per imparare ad essere “camminato’’. È l’opportunità che Intercultura offre, scoprire che questo paese non è solo Rio de Janeiro, spiagge e samba;
Se ci pensiamo è come prendere la grandezza del continente europeo o forse un po’ di più, con tutte le sue differenze e culture, e metterle insieme per creare un unico stato, con un’unica lingua: ecco come mi è apparso questo paese al primo impatto. 
Scoprire che il Nord Est è completamente un altro Brasile, del quale nessuno parla, con le sue differenze e i forti contrasti.

Per me sono forse proprio questi contrasti la cosa più difficile da accettare. Noi gente del primo mondo nemmeno abbiamo idea delle difficoltà quotidiane che si possono incontrare dall’altra parte del globo, fino a quando non ci ritroviamo immersi dentro, e dobbiamo affrontarle come tutti gli altri.
Uno shock, una crisi che lascia l’amaro in bocca: sembra talmente impossibile all’inizio, che senti il bisogno di parlare, scoprire, osservare come i brasiliani riescono a vivere in qualcosa che ai tuoi occhi pare assurdo. 
Ma è un popolo che non ti lascia solo, ti prende per mano e ti insegna a capire il perché, fiero della propria cultura, del proprio folklore e del proprio territorio, e quasi vergognandosene, non vorrebbe mostrarti l’incoerenze che è tenuto a vivere o la violenza che ancora non ha imparato ad accettare.
E nonostante tutto, tu inizi a vedere bellissime anche le cose che per loro non sono motivo di orgoglio, prendendo il bus, che potrebbe essere una piccola sfida quotidiana a volte, quasi solo per guardarti intorno e vedere quella povertà alla quale gli occhi si sono abituati, e che ora non ti spaventa. Persino il problema di una incombente crisi dell’acqua non ti allarma più come all’inizio, e paradossalmente ora che sei vicino al momento, ti senti pronto ad affrontare tutto, con l’unica motivazione di voler vivere e passare tutto quello che aspetta alle persone del posto.

In qualche modo Intercultura riesce a darti l’esperienza che ti apre la mente e ti fa capire cosa manca, quello che ti serve imparare ad affrontare e che forse non avevi mai avuto il coraggio di vedere in te stesso. 
Di settimana in settimana le impressioni e i progressi possono cambiare totalmente, è una vita così concentrata nel poco tempo che si ha a disposizione, che anche se a volte costa qualcosa, bisogna imparare a cogliere le opportunità. E parlo di opportunità che sembrano piccoline, ma che si rivelano quelle più interessanti, come semplici conversazioni con la famiglia e confronti, musica e abitudini; alcune cose che i brasiliani fanno le capirai, altre probabilmente resteranno incomprensibili fino al giorno in cui dovrai lasciare questo paese e oltre. 
Questo è il processo che ho attraversato in questi primi mesi e che oggi mi porta ad essere ancora in una fase di scoperta, non giudicando ma dando quella possibilità che mi fa ricredere delle prime impressioni avute, quando pensavo di non potermi mai innamorare di una realtà così differente dalla mia persona. 
29/01/2017
Agnese Scarrone - Programma annuale in Brasile - redazione@alessandrianews.it
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