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Alessandria

Sul turismo come sulla logistica, Alessandria punta a diventare hub

Il comune di Alessandria si astiene dal voto sul piano triennale Alexala. “C'è una discrepanza tra le entrate certe e quella attese”. Il chiarimento tra l'amministrazione e il presidente Alexala avviene in commissione dove l'assessore anticipa: “puntiamo ad essere un hub, porta di ingresso, per il turismo e la logistica”. Il consorzio spinge sul "Monferrato Style" e sulla tassa sul turismo

ALESSANDRIA – Più che i progetti annunciati, in questa fase, raccontano di più le cifre: la città di Alessandria, capoluogo di Provincia partecipa, ad Alexala, il consorzio per lo sviluppo e la promozione turistica, con una quota del 3,68%, pari a 7.500 euro (che nel bilancio in fase di stesura ancora non ci sono ma, assicura l'assessore Mattia Roggero, saranno stanziati). Casale, con Consorzio Mondo, ne mette 64 mila. Lo scorso anno Alessandria ha contribuito al bilancio Alexala per 1.700 euro.

Il piano strategico Alexala e l'astensione di Alessandria 
Sono le cifre emerse dalla commissione Cultura convocata per ascoltare dalla voce del presidente Alexala, Pierluigi Prati, il piano strategico che impegnerà l'attività dell'ente consortile per i prossimi tre anni. Il discorso è scivolato inevitabilmente sull'astensione, il giorno prima, mercoledì, di Alessandria sullo stesso piano e sul bilancio di previsione di Alexala. Alessandria ha scelto di non sbilanciarsi, astenendosi appunto, insieme al comune di Serravalle Scrivia, che chiede un disimpegno attraverso una diminuzione di quote di partecipazione, e la Fondazione Cassa di Risparmio che deve prima chiedere il parere del consiglio di amministrazione. L'astensione di Alessandria è stata sulle cifre delle entrate che, secondo l'assessore Roggero, non tornano: a fronte di 281.600 euro di costi, ci sono 204.000 euro di entrate certe e 296.000 entrate attese.
Alexala, in forza della legge Madia, si è trasformata da agenzia a consorzio e, nel giro di tre anni, deve raggiungere un attivo di 500 mila euro, entro due anni, e di 1 milione nel terzo.
Il presidente punta con forza a fare introdurre nell'alessandrino la tassa di soggiorno, “che esiste in tutta Italia”, dice. L'alternativa è una fusione di una parte del territorio con Alba ed Asti le quali già una volta hanno chiuso la porta in faccia alla provincia di Alessandria.
“Restare autonomi” è quindi stata una scelta di sopravvivenza obbligata. Ci sarà una “zona cuscinetto” tra l'albese e il monferrato alessandrino per il quale la Regione è disposta a stanziare un budget a parte, oltre a contribuire al bilancio Alexala per il 70%. Per il resto, l'importante è crederci, ribadisce Prati. Credere in un possibile sviluppo turistico ed investirci. Ed è questo il punto dolente perchè nel territorio in pochi sembrano crederci.

Centrizona, ognuno ha il suo progetto
La strategia di Alexala è quella di “fare rete”, invitando ad esempio i centri zona ad indicare uno o due progetti su cui puntare. Alessandria punta sul concetto di “città comoda, interessante e gustosa”. Per fare altri esempi, Acqui guarda ai progetti di walk and bike e al festival jazz; Casale ha scelto il tema del turismo responsabile; Novi su Piemontebike e sul centenario di Fausto Coppi; Ovada sul paesaggio e sulle aree protette dell'appennino; Tortona sul festival Perosi e sul Derthona Festival, Valenza sull'oro del Po

Alessandria, comoda, interessante e gustosa
Cerca di chiarire cosa significa “città comoda, interessante e gustosa” l'assessore Roggero premettendo che occorre individuare un “piano strategico”, a seguito di “un atto di indirizzo politico”. “Le valutazioni non si posono fermare ad un singolo aspetto turistico – dice – ma occorre una visione di insieme. Vorremmo portare Alessandria ad essere un hub turistico per presenza di strutture ricettive e turistiche, sfruttando la centralità logistica (per la presenza di uno scalo ferroviario, di tre snodi autostradali, per la prospettiva dell'inserimento nella zona a logistica semplificata). A questo si affiancano anche gli eventi, come è accaduto nel periodo di Natale”. Per “gustosa” si riferisce ovviamente alle specialità enogastronomiche che possono “sfruttare” anche il pendolarismo turistico dalle grandi città. Insomma, “Alessandria deve essere la vetrina, la porta di ingresso per la provincia”.
Dalle parole di Roggero pare di capire che l'amministrazione sul turismo stanziale ci crede poco e preferisce puntare su un turismo di passaggio. L'esempio che porta è infatti i soggiorni registrati in città in occasione del raduno degli alpini di Asti. Chi non ha trovato posto nella città del palio, si è rivolta alla vicina Alessandria, in pratica.
Con queste premesse, ha ben da ripetere Prati che in un progetto turistico “bisogna crederci”. Che poi Alexala, incalzata forse dal socio di maggio peso, ossia la Regione, l'indicazione l'ha già data sull'obiettivo da raggiungere e Alessandria, come città, ne è automaticamente fuori: creare un brand riconoscibile anche all'estero di Monferrato Style.
25/01/2019
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