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Alessandria

Viaggio sui nuovi bus: comodità ma pochi biglietti obliterati

Abbiamo preso due bus di quelli appena messi in moto, constatandone gli indubbi lati positivi. Resta il nodo dei 'portoghesi', confermati anche da un dipendente che borbotta: "Pagheranno quando decideranno di controllare"
ALESSANDRIA - Non c'è che dire, attorno ad una cosa nuova c'è inevitabilmente entusiasmo e buonumore, felicità. Così anche per i nuovi autobus azzurri di Amag Mobilità che da un paio di giorni stanno girando per la città e sobborghi hanno portato un po' di ottimismo tra gli utenti, specialmente quelli più anziani.

L'investimento vuole migliorare ovviamente il servizio e quindi far ritornare i mandrogni sui bus, ammesso che li abbiano mai affollati, studenti in uscita da scuola a parte.

Si parte. Il 3 in stazione verso il Cristo è in orario, nonostante sulla tabella ci ricordi che i passaggi sono puramente indicativi: comanda il traffico.
Una signora sul marciapiede cinguetta i suoi complimenti all'autista per i nuovi bus, come se li avesse comprati lui. Sopra: fresco, pulito con il display ancora da aggiornare ma che segnalerà ogni fermata. E uno schermo. Ad ogni fermata prenotata suona un campanello. Sul mezzo, gli altri passeggeri notano la differenza, ma forse sarebbero saliti anche sul dorso di un mulo pur di farsi trasportare verso Casalcermelli. Il viaggio è comodo, senza scossoni, rumori di lamiere che vibrano o motori che arrancano sul cavalcavia.
Al ritorno proviamo il 2 in corso Acqui. Anche lui è in orario, sarà che in piena mattina il traffico non è eccessivo. Più affollato, anche di carrozzine che si accomodano nello spazio dedicato. Qualche commento positivo per il veicolo nuovo (meglio il 3, però) e via fino in stazione in pochi minuti.

Portoghesi o abbonati? Salito sul bus numero 3 con un vecchio biglietto tutto scolorito, senza sapere se fosse ancora valido. Anche perché la macchinetta obliteratrice non ha tagliato l'angolino, come mi ricordavo da ragazzo.
Inoltre la carta un po' consumata non ha lasciato imprimere bene l'ora di convalida. Il timore era quindi di incappare in qualche tipo di irregolarità. Vagli poi a spiegare al controllore che stavo viaggiando per una sorta di 'recensione'.
Dopo qualche fermata mi sono tranquillizzato. Che fossero tutti abbonati? O forse ATM, pardon, AM, abbia offerto il viaggio (a mia insaputa) per festeggiare il parco mezzi nuovo di zecca? Impossibile saperlo, ma dopo aver preso due autobus e aver visto quasi trenta persone salire e scendere indisturbate senza mai obliterare, il dubbio si insinua. Allora il fesso sono io (e un'altra signora) che ho pagato la corsa? “Quando faranno controlli, la gente incomincerà a pagare il biglietto, mugugna un dipendente di passaggio alla stazione.

13/09/2017
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