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Alessandria

Raccolta differenziata: il metodo da adottare "entro giugno". Ora si lotta con il "fuori cassonetto"

Saltato il porta a porta esteso a tutta la citt, ora si guarda ad altre realt come Ferrara per il sistema di raccolta con bidoni su strada col badge, ad accesso controllato. Borasio: "Entro giugno sar scelta la strada da percorre, sulla base di un'analisi costi-benefici, vista anche la condizione non troppo rosea di Amag Ambiente a livello economico-finanziario". Intanto bisogna fare i conti con il problema del "fuori cassonetto": 15 nuove foto-trappole per cominciare...
 ALESSANDRIA - Porta a porta? Bidoni su strada con badge per accesso controllato del conferimento della spazzatura? Quale sarà il sistema che Alessandria adotterà per arrivare alle percentuali di raccolta differenziata di legge, per cui c'è un bel po' di strada da fare, essendo oggi solo al 43%?
Fino a poco tempo fa sembrava che l'amministrazione comunale puntasse sull'estensione del porta a porta spinto: ma alla fine non si è partecipato al bando regionale (che garantiva una somma di 900 mila euro) perché la restante parte delle risorse necessarie (altri 3 milioni) non le aveva né Amag Ambiente né il Comune. Una strada – la preferita dall'assessore all'Ambiente Paolo Borasio – che non era nemmeno condivisa all'interno della stessa maggioranza di governo di Palazzo Rosso.
“Ma entro giugno c'è la dead line: bisognerà decidere quale strada intraprendere” sono state le parole di sentenza dell'assessore. E nel frattempo la partecipata che si occupa di raccolta ha fatto visita a città come Ferrara e Imola per studiare il sistema dei cassonetti col badge: “che sono comunque un costo, dato l'investimento per nuovi bidoni (dopo che 200 usati sono stati acquistati lo scorso anno), ma inferiore a quello sul porta a porta” come ha confermato l'amministratore unico di Amag Ambiente, Fiorenzo Borlasta. Perché come sempre alla base c'è da fare una valutazione “costi-benefici”. Che non è cosa da poco per un'azienda che non sembra navigare nell'oro. Anzi. Troppo poche le risorse riversate dalla capogruppo della holding Amag, difficoltà nel richiedere nuovi mutui alle banche e in più i costi maggiori che Amag Ambiente ha dovuto sostenere in questi mesi di attività limitata di Aral, “che ci hanno costretto ad anticipare spese, oltre ad aver creato disguidi tecnico amministrativi con ricadute anche sull'utenza (esempio per ritiro sfalcio erba o ingombranti)”. E' quindi la situazione economico finanziaria della partecipata che si occupa di raccolta rifiuti ad aver “stupito” di più. Almeno l'assessore.

Al quale si è rivolto Enrico Mazzoni dai banchi dell'opposizione: “forse dopo un anno e mezzo dovrebbe essere l'amministrazione a dare indicazioni all'azienda. Invece prima si parla di porta a porta, che poi salta. E in centro? Che si fa si toglie anche lì dove già c'è? Perchè è deleterio e diseducativo per la popolazione avere tre sistemi diversi di raccolta!”. Il rischio è che la gente non capisca più nulla, soprattutto alla luce del fatto che ancora oggi uno dei grossi problemi resta il “fuori cassonetto”. Che ad ottobre ha registrato il 10% del rifiuto indifferenziato: “stessa percentuale anche in città come Ferrara dove ci sono i bidoni su strada con badge e che ha un costo extra che raggiunge il milione”. “Intanto nel mese di dicembre si è riusciti ad identificare due aziende che hanno lasciato abbandonati scarti di edilizia (imballaggi e rottami) e che sono stati sanzionati con 600 euro di multa” ha aggiunto l'ad di Amag Ambiente. Come a dire che forse non sarà la soluzione definitiva per il problema, “ma intanto saranno posizionate (non si sa ancora dove) 15 nuove foto-trappole che insieme ad azioni sanzionatorie con le squadre di controllo che già sono aumentate, potrebbero far diminuire questo trend del rifiuto fuori cassonetto”. Forse un miglioramento aggiuntivo si potrebbe avere anche se come richiesto dal capogruppo di Forza Italia Maurizio Sciaudone, e sostenuto dall'assessore Borasio ci fosse una maggiore comunicazione tra l'operatore che si trova il rifiuto abbandonato fuori e le squadre pronte ad intervenire, “che ad oggi invece operano una volta a settimana su una programmazione precisa e già strutturata”.

“Ma poi perché non pensare a degli sconti, magari sulla tassa rifiuti, in base al peso del materiale come la carta o la plastica che il cittadino va a conferire direttamente nei centri di raccolta di Amag Ambiente? Potrebbe essere un risparmio sul personale impiegato”. Ma qui si ricade nella questione economico-finanziaria: “non abbiamo ancora macchine che producono soldi. E per queste azioni, per dare sgravi ai cittadini servono risorse”. E nello specifico per materiali come la carta o la plastica sulla testa dell'azienda è caduta come un “meteorite” anche la politica di blocco del mercato cinese “che pesa con un crollo del 50% dei ricavi sulla cessione di questi materiali” ha aggiunto Borlasta.

Ancora fumose quindi le prospettive per il sistema di raccolta e per le “possibilità” economiche in disponibilità. Quel che è certo è che la filiera rifiuti va analizzata nel suo complesso, quindi con una certa incidenza del metodo che sarà scelto e della strada che si vorrà percorrere per la raccolta differenziata anche su quella conseguente del trattamento e smaltimento. Cioè di Aral. Che è una partita ancora tutta in corso.
18/01/2019
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