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Alessandria

Amag Ambiente guarda agli investimenti. "Tre proposte per la raccolta rifiuti"

Un'azienda “sana” che chiude il 2018 in utile. I problemi sono di liquidità, per i pagamenti sempre in ritardo. Ora si guarda agli investimenti, visto che i mezzi hanno in media 15 anni. Tre i progetti per la raccolta differenziata proposti alla giunta comunale, “tutti tra i 6 e i 7 milioni” come costi. Intanto si aggiungono due unità al lavoro di “ispettore ambientale”
 ALESSANDRIA - Un sopralluogo nella sede di Amag Ambiente: da un lato i capannoni dove c'è l'officina, poi quella per il lavaggio dei mezzi (140 in tutto) che oggi si fa solo con pompe d'acqua mancando l'attrezzatura meccanica per la pulizia e anche gli spazi “magazzino” dove si trovano pezzi e strumenti di ricambio. Da un altro il deposito dei bidoni dell'immondizia, tra quelli stoccati e quelli in disuso, oltre alle benne dove i cittadini vengono a depositare i vari materiali, da ingombranti a olii, fino a pezzi ferrosi ed elettrodomestici. Ancora più in là i 20 punti di stoccaggio che per ora non possono essere portati in Aral, più lo smaltimento di carta e plastica che oggi viene svolto con appalto che termina a fine anno dalla ditta Benfante (per il quale si vedrà un domani se riportare il servizio sotto Aral).

Ma il punto è un altro: come sta messa oggi l'azienda di raccolta rifiuti? “Il 2018 chiude con un utile tra i 750 mila e il milione di euro” sono state le parole del presidente del gruppo Amag, Paolo Arrobbio. Un'azienda “sana”, che ha però problemi di liquidità, dovuti ai ritardi dei pagamenti soprattutto da parte dei principali clienti, Palazzo Rosso e il Consorzio di Bacino. “Abbiamo da poco ricevuto il pagamento di una fattura di agosto 2018”. E questo slittamento nel ricevere liquidità porta ad essere sempre in “utilizzo massimo” del castelletto bancario (factoring) che si libera a mano a mano che vengono saldate le fatture.

Lo stato “di tranquillità” dei conti fa però guardare il presidente Amag e l'amministratore unico di Amag Ambiente, l'ingegner Borlasta, ad investimenti: “i mezzi hanno dai 12 ai 15 anni di età”. Qualche piccolo investimento è già in via di attuazione: “saranno sostituiti 50 bidoncini nelle vie del centro, con quelli che hanno anche il posacenere”. E quelli ancora in buono stato che si recuperano vanno a sostituire o ad aggiungersi nelle periferie. E poi le “fototrappole” vicino ai bidoni della spazzatura su strada: sono 15 postazioni che aiuteranno il lavoro degli ispettori ambientali. Anche loro in aumento proprio nei giorni della prossima settimana: l'unica unità operativa oggi, Barzizza, sarà affiancata da altre due unità. Che hanno tra i tanti compiti quelli di “monitorare” un numero spropositato di bidoni su strada: “la media è di un bidone ogni 58 abitanti in città. Uno ogni 32 nei sobborghi”. Tra centro e sobborghi ci sono 1359 cassonetti per una utenza di 67 mila abitanti circa. "Un'esagerazione". 

Tutte piccole azioni per andare verso un miglioramento del “fuori cassonetto” che resta una delle maggiori problematiche. “Appena sarà pronto – a breve – il regolamento sui rifiuti e sulla privacy per l'utilizzo delle immagini si potrà partire con le sanzioni, visto che qualcuno è già stato beccato” ha assicurato l'assessore all'Ambiente di Palazzo Rosso Paolo Borasio.

Che è uno dei primi ad aver dato l'out-out anche per trovare nel breve tempo una soluzione sul “metodo di raccolta” dei rifiuti. Che è forse il capitolo che richiede maggiori investimenti e risorse. Amag Ambiente con il suo personale interno ha progettato tre proposte: “saranno il prima possibile portate in giunta – ha spiegato Borasio – poi analizzate anche in commissione e infine in incontri pubblici per rendere partecipe nella scelta la cittadinanza”. Non molto di più. Solo che si tratta di tre proposte tutte tra i 6 e i 7 milioni come costo...e tra queste ce ne è una anche con il porta a porta. Che oggi è solo in centro città, in una parte del Cristo e in tre sobborghi (Lobbi, Castelceriolo e San Giuliano per organico e indifferenziato) ma che ha un costo di 700 mila euro che gravano però su tutti i cittadini, perché non si è mai fatto pagare il servizio di “esposizione dei cassonetti”. Entro il 30 aprile, con le scadenze del bilancio del Comune, dovrebbe arrivare anche la “strada da scegliere”.

Che è una necessità per il consigliere Enrico Mazzoni (PD): “capire dove si vuole andare, ancora prima del problema delle risorse da reperire”. Soprattutto dopo il cambio continuo di modalità di raccolta a seconda delle amministrazioni che si susseguivano, “con esborso e perdita di denaro che ci ha fatto anche rimanere al palo con la percentuale di raccolta differenziata” hanno ricordato dalla minoranza di centrosinistra.
20/03/2019
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